Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato fermato giovedì 30 luglio 2026 in mattinata sull'autostrada A13, all'altezza di Rothenbrunnen, nel Canton Grigioni, mentre si dirigeva verso il centro di controllo del traffico pesante di Unterrealta. Ad attirare l'attenzione degli agenti della polizia cantonale dei Grigioni è stata un'illuminazione del veicolo non conforme alle norme. Poi, l'approfondimento del controllo, esteso ai dati digitali del cronotachigrafo, ha portato all'emersione di violazioni sistematiche dei tempi di guida e di riposo accumulate nelle settimane precedenti. Al termine dell'accertamento, all'uomo è stata imposta una cauzione di 2.000 franchi svizzeri (circa 2.150 euro), misura cautelare applicata di norma ai conducenti stranieri fermati sul territorio elvetico in attesa di eventuali sanzioni.
Il conducente aveva evitato d’inserire la propria carta nel cronotachigrafo digitale durante numerosi tragitti, in modo da non lasciare traccia delle infrazioni. Secondo quanto ricostruito dalla polizia cantonale, è questo l'elemento più grave riscontrato nel controllo. Un espediente quasi identico avvenuto in Austria pochi giorni prima, dove un altro camionista italiano aveva utilizzato la carta del figlio per lo stesso scopo.
L'analisi dei dati digitali ha permesso di ricostruire gli spostamenti degli ultimi 57 giorni precedenti al fermo. È emerso in particolare un turno di guida di quasi tredici ore consecutive, cui si aggiungono il mancato rispetto delle pause obbligatorie in oltre 40 occasioni, i superamenti ripetuti dei tetti settimanale e bisettimanale e la violazione del riposo giornaliero minimo di 9 ore. L'accertamento è stato condotto dagli agenti del centro di controllo del traffico pesante di Unterrealta, una delle due strutture di questo tipo operative nei Grigioni insieme a quella di San Vittore, entrambe gestite dalla polizia cantonale e dirette operativamente da personale specializzato.






































































