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Telt rinvia i bandi per la Torino-Lione ma non gli inviti


Il 9 marzo 2019, il presidente e il direttore generale della società Tunnel Alpin Lyon Turin hanno scritto al primo ministro e al ministro dei Trasporti dei Governi italiano e francese una risposta alla missiva inviata il giorno prima da Conte per chiedere la sospensione dei bandi per la costruzione della nuova galleria ferroviaria. La lettera annuncia che "la pubblicazione dei bandi di gara relativa ai lavori principali è stata rinviata", ammonendo però che "un nuovo rinvio di tali pubblicazioni oltre il mese di marzo comporterebbe la riduzione della sovvenzione europea di 300 milioni di euro". Ma il danno potrebbe essere maggiore, perché "tale perdita di finanziamento pubblico rischia inoltre di chiamare in causa la nostra responsabilità civile e amministrativa, quale conseguenza di una inerzia decisionale su una materia di nostra competenza".
L'11 marzo si svolgerà il Consiglio di amministrazione della Telt, che "in assenza di atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario" autorizzerà la direzione a pubblicare gli inviti a presentare la candidatura per i lotti francesi del tunnel "in modo da rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione del finanziamento per l'anno 2019". Dopo questa prima fase, la Telt aspetterà l'avvallo dei due Governi per trasmettere i capitolati ai candidati.
La lettera della Telt termina offrendo una via d'uscita al Governo italiano, perché annuncia che negli inviti indicherà un "esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che ciò generi oneri per la stazione appaltante stessa, né per gli Stati". In concreto è l'applicazione della "clausola di dissolvenza" prevista dal Codice degli appalti francese, che prevede di non dare seguito a una gara già pubblicata nel caso in cui manchi la volontà politica di procedere, senza oneri né obblighi per nessuno: né per la stazione appaltante, né per gli azionisti, né per lo Stato.

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