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Conte frena i bandi sulla Torino Lione


Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha preso una decisione sull'approvazione dei bandi per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione, una questione che divide i due partiti che sostengono il Governo: la Lega, favorevole all'opera, e il Cinquestelle, contrario. Ieri Conte ha firmato una lettera indirizzata alla Telt (la società incaricata di realizzare la galleria di base) che doveva essere riservata ma che il Corriere della Sera ha pubblicato integralmente oggi sul suo sito web. La missiva è indirizzata la presidente della Telt, Hubert du Mesnil, e al suo direttore generale, Mario Virano.
Conte esordisce ricordando l'analisi costi-benefici, che "ci impone di rivalutare la realizzazione dell'opera, la cui corrispondenza all'interesse pubblico non appare affatto scontata". Quindi, il presidente del Consiglio invita la Telt ad astenersi "con effetti immediati, da ogni ulteriore azione che possa produrre, a carico dello Stato italiano, vincoli giuridici di sorta". In particolare, Conte chiede di "soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi possano formulare offerte per la realizzazione dell'opera, condizionando, per tale via le libere, definitive determinazioni che il mio Governo si riserva di assumere nel prossimo futuro".
Conte non chiude però completamente le porte alla Torino-Lione. Infatti, la lettera conclude che da un lato "appare necessario evitare di assumere impegni di spesa gravanti sull'Erario e, dall'altro, adoperarsi per non pregiudicare gli stanziamenti finanziari posti a disposizione dall'Unione Europea". Ma non spiega come farlo, rimandando per ora la questione alla Telt, cui scrive che "tutte le prossime iniziative che vorrete intraprendere dovranno rispettare, portando, questa duplice esigenza, avendo cura che sia garantita la piena reversibilità di qualunque attività giuridica o scelta operativa posta in essere".
Al termine della lettera, Conte annuncia che informerà "prontamente" il Governo francese e la Commissione Europea della posizione del Governo italiano, "riservandomi d'interloquire con loro al fine di renderli più specificatamente edotti delle acquisizioni sopra riassunte".

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