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I vantaggi della Torino-Lione e del Terzo Valico


Infrastrutture efficienti non significano solo collegamenti più rapidi e costi competitivi, ma hanno anche una ricaduta sul sistema economico perché allargano i mercati di sbocco. In aperta contraddizione con le analisi costi/benefici volute dal precedente responsabile del dicastero dei Trasporti, un'indagine dell'Università Bocconi commissionata dalla Camera di Commercio di Milano fa emergere in modo netto i vantaggi di due opere ferroviarie simbolo che riguardano il nord-ovest, il Terzo Valico dei Giovi e la nuova ferrovia Torino-Lione. L'incremento di valore aggiunto delle due opere per le imprese della sola Lombardia arriverebbe a 3,7 miliardi di euro, di cui un miliardo legato alla linea ferroviaria ad alta capacità con il porto di Genova e il resto alla nuova relazione internazionale tra Italia e Francia. Queste infrastrutture avrebbero il vantaggio di ampliare la dimensione dei mercati raggiungibili e quindi far crescere la produttività delle imprese.
Per quanto riguarda la Torino-Lione, che in questa fase prevede la realizzazione della sola tratta transfrontaliera con il tunnel di base del Moncenisio (comunque essenziale per la competitività delle merci), la ricerca della Bocconi segnala un impatto positivo di 2,66 miliardi, valore che rappresenta una media tra un minimo di 1,96 miliardi nello scenario più prudenziale a un massimo di 3,12 miliardi considerando le maggiori prospettive di crescita. Tutto ciò tenendo in considerazione un orizzonte di 60 anni e un rapporto modale tra strada e rotaia non molto dissimile da quello attuale.
A regime la Torino-Lione potrebbe avere una ricaduta positiva sull'occupazione nelle aziende lombarde superiore ai 2000 addetti, considerando solo il tessuto produttivo attuale e non la nascita di nuove imprese favorite dal contesto economico più favorevole. Un volano per l'economia lombarda è rappresentato anche dal Terzo Valico che favorisce una maggiore accessibilità al porto di Genova che da solo porterebbe per le imprese un valore aggiunto incrementale di almeno un miliardo di euro con un migliaio di posti di lavoro aggiuntivi.

Piermario Curti Sacchi

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