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Ministro Trasporti riapre il fronte dell’Autobrennero

L'interruzione di quindici ore tra il 1° e il 2 febbraio 2019 lungo l'autostrada del Brennero ha riaperto il confronto sulla sua concessione in una fase molto delicata, ossia quella del passaggio dall'attuale società concessionaria, che oggi è partecipata per l'81% da enti pubblici, a una nuova, completamente ad azionariato pubblico, dove prevalgono le Provincie autonome di Bolzano e Trento. Questo passaggio era già stato impostato dal Governo precedente, ma negli ultimi mesi ha subito un rallentamento a causa di divergenze tra il ministero dei Trasporti e gli Enti locali.
Poche ore dopo la nevicata, la vertenza è stata riaccesa dal ministro dei Trasporti, che prima ha annunciato l'invio di un'ispezione per verificare la corretta applicazione dei piani antineve e poi ha dichiarato che la società diventerà interamente pubblica, ribadendo in questo caso decisioni già prese ma non ancora completate. Messa sotto accusa, la società Autostrada del Brennero ha risposto con un comunicato che affronta doversi temi, iniziando con quello del trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia.
"È almeno da metà anni Novanta che Autostrada del Brennero si è posta e ha posto il tema del decongestionamento del valico del Brennero dal traffico pesante", scrive l'autostrada. "Lo ha fatto non proponendo un potenziamento della propria arteria, che avrebbe aumentato i volumi di traffico e, con essi, il fatturato della società. La società ha investito nell'intermodalità e dato vita a una propria società di trasporto ferroviario, ma soprattutto, dal 1998 ad oggi, ha accantonato oltre 700 milioni di euro sottratti ai propri utili per sostenere il finanziamento del Tunnel del Brennero. Un'opera la cui necessità è stata, purtroppo, recentemente rimessa in discussione".
Sul trasporto stradale, Autobrennero sottolinea la questione dei divieti in Austria per i veicoli industriali: "Una situazione già al limite è stata resa problematica dall'inasprirsi del divieto di transito nel week-end imposto dalle Autorità austriache, che ogni venerdì determina incolonnamenti lungo la carreggiata nord. È in questo contesto che va collocata la straordinaria precipitazione nevosa della notte tra venerdì e sabato scorsi e la conseguente valanga che, sabato mattina, ha paralizzato la circolazione di A22".
Sul blocco della neve, la società ribadisce le accuse contro i camion che "non solo non montavano le dotazioni invernali - o le avevano in condizioni inadeguate - ma che per di più, in taluni casi, hanno occupato anche la corsia di sorpasso, finendo letteralmente per imprigionare diverse autovetture". Infine Autobrennero riassume l'insieme delle condizioni che hanno causato il blocco: l'elevato livello di traffico merci sulla tratta; il blocco del traffico deciso dalle Autorità austriache; l'eccezionalità dell'evento meteorologico; la valanga che ha invaso l'autostrada; la presenza di centinaia di motociclisti durante la nevicata; il mancato rispetto dell'obbligo di dotazioni invernali adeguate e la violazione del divieto di sorpasso da parte di mezzi pesanti; l'impossibilità legale di fermare i veicoli non idonei.

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