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    Camionista polacco denunciato per resistenza a Trento

    Un autista polacco di 48 anni ha forzato un posto di blocco della Polizia Locale nei pressi dell'Interporto doganale di Trento e ha rifiutato di fornire le proprie generalità: denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, sanzioni per 2.500 euro e fermo amministrativo del mezzo.

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    A Hormuz torna la guerra, colpita una petroliera e aerei fermi

    Il Centcom statunitense lancia la nona notte di raid contro l'Iran, mentre i Pasdaran colpiscono basi Usa in Kuwait e Giordania. Al largo dell'Oman brucia la petroliera Kavomaleas, mentre l'Easa vieta il sorvolo del Golfo fino al 29 luglio e diverse compagnie chiudono alcune rotte.

    Udienza alla Corte Europea su divieti austriaci al Brennero

    Il 21 aprile 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha tenuto a Lussemburgo l’udienza nella causa C-524/24, Italia contro Austria, sul regime di limitazioni al traffico pesante lungo il corridoio del Brennero. Si tratta di un procedimento avviato dal Governo italiano ai sensi dell’articolo 259 Tfue, con cui uno Stato membro cita direttamente un altro Stato per presunte violazioni del diritto dell’Unione. Al centro del contenzioso c’è il complesso di misure introdotte dal Land Tirolo sull’autostrada A12 Inntal e sull’asse del Brennero, ritenute da Roma incompatibili con la libertà di circolazione delle merci sancita dagli articoli 34 e 35 del Trattato.

    L’udienza si è conclusa nella giornata stessa senza che emergano ancora resoconti ufficiali dettagliati sull’andamento della discussione. Secondo quanto comunicato dal ministero dei Trasporti in una breve nota, la parte italiana ha ribadito la gravità delle restrizioni rispetto al corretto funzionamento del mercato interno e alla continuità dei flussi lungo il principale collegamento tra Italia e Germania. Le conclusioni dell’avvocato generale sono attese per il 16 luglio, mentre la decisione del collegio è prevista entro la fine del 2026.

    Il procedimento s’inserisce in un contenzioso di lunga durata tra i due Paesi sul traffico transalpino, già oggetto di precedenti pronunce della Corte nel 2005 e nel 2011. In questa nuova fase, tuttavia, il confronto assume un rilievo più ampio, anche per il coinvolgimento diretto della Commissione Europea, intervenuta a sostegno delle posizioni italiane, e per le implicazioni sull’intera rete dei corridoi Ten-T.

    Al centro della disputa vi è un pacchetto articolato di misure introdotte dal Tirolo. Tra queste, il divieto di circolazione notturna per i veicoli industriali, accompagnato da un sistema limitato di deroghe, e il divieto settoriale che esclude dal trasporto su strada alcune categorie merceologiche, con l’obiettivo di favorire il trasferimento verso la ferrovia. A queste si aggiungono restrizioni stagionali e nei periodi di maggiore afflusso turistico, nonché il sistema di dosaggio del traffico, che regola l’accesso dei mezzi pesanti all’autostrada attraverso contingenti orari.

    Secondo il ricorso italiano, l’effetto combinato di tali strumenti produce una compressione strutturale della capacità del corridoio, con ripercussioni dirette sui tempi di percorrenza, sui costi logistici e sull’affidabilità delle catene di approvvigionamento. I nodi operativi sono evidenti soprattutto nelle giornate di traffico regolato, quando le code di mezzi pesanti possono raggiungere gli 80 chilometri, compromettendo la fluidità degli scambi intraeuropei e generando congestioni a catena anche sul lato italiano. Nel ricorso e nelle argomentazioni presentate in aula, il Governo italiano sostiene che le misure tirolesi non rispettano i criteri di necessità e proporzionalità richiesti dal diritto dell’Unione per giustificare deroghe alla libera circolazione. In particolare, è contestata l’assenza di una valutazione comparata di soluzioni alternative meno restrittive e la scelta di concentrare su un unico corridoio una quota rilevante degli interventi di contenimento del traffico.

    La posizione austriaca si fonda invece sulla tutela dell’ambiente e della salute pubblica lungo la valle dell’Inn, uno degli assi alpini più congestionati. Nel 2025 il Brennero ha registrato circa 2,4 milioni di transiti di autocarri, un dato utilizzato dalle Autorità tirolesi per giustificare politiche di contenimento e per sostenere la necessità di accelerare il trasferimento modale verso la ferrovia. Vienna richiama il quadro normativo europeo che consente limitazioni alla circolazione delle merci per motivi ambientali, a condizione che siano adeguate e proporzionate.

    Un elemento centrale del contenzioso è rappresentato dalla posizione della Commissione Europea. Nel parere reso nel 2024 nell’ambito della procedura, Bruxelles ha ritenuto che il sistema di divieti - che comprende limitazioni notturne, settoriali, stagionali e il dosaggio - non sia sufficientemente giustificato né coerente rispetto agli obiettivi dichiarati. Questo orientamento rafforza la linea italiana e conferisce alla causa una dimensione sistemica per l’intero mercato unico.

    Nel dibattito si inseriscono anche le posizioni degli operatori economici. Anita, l’Associazione del trasporto e della logistica aderente a Confindustria, al termine dell’udienza ha espresso sostegno al Governo italiano, auspicando l’avvio di una fase decisiva per la risoluzione della controversia. L’associazione sottolinea come le restrizioni unilaterali adottate dall’Austria continuino a generare criticità rilevanti lungo uno dei principali corridoi della rete Ten-T, incidendo sulla competitività delle imprese. Secondo l’associazione italiana dell’autotrasporto, il quadro ambientale richiamato dall’Austria sarebbe mutato negli ultimi anni: le stazioni di rilevamento lungo il corridoio, anche grazie al rinnovo del parco circolante, non registrerebbero superamenti dei limiti europei. In questa prospettiva, l’eliminazione del divieto notturno consentirebbe di distribuire i flussi su un arco temporale più ampio, riducendo la pressione nelle ore diurne e rendendo meno necessario il sistema di contingentamento nelle prime ore del mattino.

    “Le restrizioni adottate dall’Austria rappresentano una violazione evidente dei principi fondamentali dell’Unione Europea, a partire dalla libera circolazione delle merci e ci aspettiamo che la Corte di Giustizia accolga le ragioni dell’Italia”, ha dichiarato Thomas Baumgartner, delegato Anita per il Brennero, sottolineando l’impatto del contenzioso sull’intero sistema economico europeo. La decisione della Corte potrebbe costituire un precedente per tutti i valichi alpini. Un eventuale accoglimento del ricorso italiano rafforzerebbe una lettura restrittiva delle deroghe ambientali, mentre un rigetto amplierebbe lo spazio per politiche regionali di limitazione del traffico pesante.

    Antonio Illariuzzi

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