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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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    Frode nel trasporto eccezionale lungo l’asse del Brennero

    L’operazione Logistic Games, coordinata dal Compartimento Polizia Stradale Trentino Alto Adige e Belluno, ha scoperto un presunto sistema strutturato di frodi negli autotrasporti eccezionali, con undici persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere, falso e truffa aggravata. L’inchiesta si concentra su attività sviluppate lungo l’asse del Brennero, nelle direttrici tra Italia, Austria e Germania. Al centro dell’indagine c’è una società di diritto austriaco riconducibile a un imprenditore altoatesino, di cui non è precisato il nome, attiva nella logistica e nei trasporti fuori sagoma e fuori peso, con filiali in più Paesi europei e controllate operative anche in Italia. La società avrebbe operato sia direttamente sia attraverso aziende collegate, gestendo una rete articolata di trasporti eccezionali.

    Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un sistema basato sull’uso sistematico di targhe contraffatte e documentazione falsa. In particolare, sarebbero state applicate ai veicoli industriali targhe non autentiche e utilizzati documenti di circolazione apparentemente emessi dalla Motorizzazione ma contenenti dati non corrispondenti ai mezzi effettivamente impiegati. A questi si aggiungerebbero certificazioni e vidimazioni manipolate o apocrife, formalmente riconducibili agli uffici competenti. Questo meccanismo avrebbe consentito di far risultare regolari convogli che, per caratteristiche tecniche, non avrebbero ottenuto le stesse autorizzazioni o avrebbero richiesto iter più complessi, più lunghi e più onerosi.

    Un ulteriore elemento emerso dall’inchiesta riguarda l’impiego di veicoli non conformi rispetto alle schede tecniche dichiarate. I controlli avrebbero rivelato differenze tra i dati riportati nei documenti e la reale configurazione dei mezzi, in termini di peso, dimensioni e allestimento. Gli inquirenti spiegano il conseguimento fraudolento delle autorizzazioni, l’elusione di pedaggi maggiorati e gli oneri dovuti a concessionarie autostradali ed enti locali e la riduzione dei tempi operativi avrebbe consentito alla società di offrire ai clienti servizi più rapidi e a prezzi inferiori rispetto agli operatori che seguono le procedure ordinarie, generando un vantaggio competitivo indebito.

    Agli undici indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, per la presunta esistenza di una struttura organizzata e stabile, falso per la produzione e l’utilizzo di documentazione contraffatta, e truffa aggravata ai danni di concessionarie autostradali, Province e Comuni, che sarebbero stati indotti in errore sulla regolarità dei trasporti.

    L’indagine ha una dimensione transfrontaliera. Le perquisizioni sono state eseguite in diverse regioni italiane, tra cui Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia e Lazio, oltre che in Austria e Germania. Per la gestione del caso è stato attivato il Kontaktgruppe, ossia il gruppo di cooperazione tra le Procure di Bolzano, Innsbruck e Traunstein, già utilizzato in altri procedimenti con profili internazionali. Gli inquirenti stanno analizzando un ampio volume di documentazione cartacea e digitale per definire l’estensione della rete coinvolta, il numero di trasporti effettuati con documenti falsi e l’entità del danno economico per enti pubblici e concessionari.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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