- Xeneta ha pubblicato il 17 luglio 2026 l'aggiornamento di metà anno dell'Air Freight Outlook 2026, rivedendo la previsione sulle tariffe annuali: quelle a lungo termine, attese a dicembre 2025 in calo del 5-10%, sono ora previste in rialzo del 5-15%, per lo shock nella catena logistica causato dall'escalation del conflitto in Medio Oriente di fine febbraio.
- Nel primo semestre 2026 l'offerta di capacità aerea è cresciuta solo dell'1%, mentre la domanda è salita del 4%, oltre le previsioni originarie del 2-3%. Le tariffe globali, spot e a lungo termine combinate, sono aumentate del 17% su base annua, mentre quelle spot a maggio hanno segnato un rialzo intorno al 40% rispetto all'anno precedente.
- Due tendenze contrapposte guidano la domanda: quella legata all'intelligenza artificiale accelera, con le vendite globali di semiconduttori salite del 106% su base annua ad aprile 2026, mentre il commercio elettronico rallenta, con le esportazioni cinesi di beni a basso valore in calo del 7% a maggio, sesto mese consecutivo di flessione.
Xeneta ha rivisto al rialzo le previsioni sulle tariffe aeree per il 2026, portandole da un calo del 5-10% ipotizzato a dicembre 2025 a un aumento del 5-15% nell'intero anno: lo rende noto l'Air Freight Outlook 2026 Mid-Year Update, pubblicato il 17 luglio dalla società d’intelligence tariffaria. La revisione, spiega Xeneta, dipende principalmente dallo shock nella catena di fornitura innescato dall'escalation del conflitto in Medio Oriente di fine febbraio, che ha alterato in modo sostanziale l'equilibrio tra domanda e offerta di capacità aerea.
L'escalation del 28 febbraio ha eliminato in una notte il 12% della capacità cargo aerea globale. L'effetto si è riflesso sulla crescita dell'offerta nel primo semestre 2026, ferma all'1%. Il rapporto riferisce che nello stesso periodo la domanda è salita del 4%, superando l'intervallo del 2-3% indicato nelle previsioni originarie di dicembre. Lo squilibrio tra domanda e offerta ha quindi spinto al rialzo le tariffe su tutti i fronti: i noli aerei globali, combinando le componenti spot e a lungo termine, sono aumentati del 17% su base annua nel primo semestre. Le tariffe spot, in particolare, hanno segnato a maggio un rialzo di circa il 40% rispetto allo stesso mese del 2025.
"Il 27 febbraio avrei scommesso sulla vittoria dei Paesi Bassi ai Mondiali prima che sulle tariffe aeree in crescita del 40%. Eppure è successo, con le tariffe spot globali salite di circa il 40% su base annua a maggio", ha osservato Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta, aggiungendo che le tariffe spot si sono ora stabilizzate su un plateau, senza però scendere. "La domanda continua a sfidare la gravità: nonostante tutto quello che le è stato scagliato contro, il mercato ha comunque movimentato più volumi dell'anno scorso", ha aggiunto, precisando che i fondamentali del mercato sono destinati a spostarsi nella seconda metà dell'anno a favore degli spedizionieri, con la domanda attesa in rallentamento e l'offerta in recupero dallo shock mediorientale.
Per il dirigente di Xeneta, il 2026 conferma ancora una volta la capacità del trasporto aereo di reggere ai colpi sulle catene di fornitura globali. Gli attacchi missilistici che hanno chiuso da un giorno all'altro i principali hub aerei del Medio Oriente rappresentano, a suo giudizio, lo shock più significativo e improvviso alla capacità aerea nella memoria recente; è vero che la pandemia di Covid-19 può essere stata uno evento più ampio, ma si è sviluppata un un intervallo di tempo relativamente ampio tempo anziché in poche ore. Così, mentre i servizi via mare stanno solo ora iniziando a defluire attraverso lo stretto di Hormuz, i charter aerei sono tornati operativi nel giro di pochi giorni, ha rilevato van de Wouw.
Due tendenze opposte stanno intanto ridisegnando la composizione della domanda. Da un lato accelera la crescita legata all'intelligenza artificiale, spinta dalle spedizioni di semiconduttori e hardware: le vendite globali di semiconduttori sono più che raddoppiate su base annua ad aprile 2026, con un incremento del 106%, la crescita più marcata da quando esistono le rilevazioni, cioè dal 1986. I beni legati all'intelligenza artificiale restano sotto il 10% del volume cargo aereo totale, ma si concentrano sul Transpacifico, diventato il corridoio più forte dell'anno.
Dall'altro lato però il commercio elettronico rallenta: le esportazioni cinesi di beni a basso valore sono scese del 7% su base annua a maggio 2026, sesto calo mensile consecutivo. In più, il primo luglio l'Unione Europea ha eliminato la soglia di 150 euro di franchigia doganale per le importazioni di basso valore, sostituendola con un dazio fisso di 3 euro per articolo e un ulteriore costo di gestione di 2 euro atteso da novembre, una stretta che riduce lo spazio del commercio dei piccoli pacchi che negli ultimi anni ha alimentato la crescita del cargo aereo legato al commercio elettronico. "Mentre la domanda del commercio elettronico si raffredda, il traffico legato all'intelligenza artificiale è in piena espansione, in particolare sul Transpacifico. Non vedo come il motore di crescita del commercio elettronico possa essere rilanciato: ci sarà sempre una domanda dei consumatori per beni economici prodotti in Asia, ma la crescita straordinaria degli ultimi anni non sarà replicata", ha spiegato van de Wouw.
Il dirigente di Xeneta invita infine alla cautela sul possibile ripetersi di shock geopolitici nella seconda metà dell'anno: il 27 febbraio, ricorda, nessuno avrebbe previsto quanto accaduto il giorno successivo, con l'aeroporto di Dubai colpito da attacchi missilistici in uno scenario fino a quel momento ritenuto impensabile. Potrà esserci un'altra variabile imprevista, sostiene van de Wouw, e potrà avere un costo per gli spedizionieri; chi dispone di dati e intelligence in tempo reale sarà nella posizione migliore per affrontare il prossimo shock.
A.M.B.









































































