Si è conclusa il 7 luglio 2026 a Roma, presso l'auditorium di Ferrovie dello Stato Italiane, la quarta edizione di Fermerci Incontra, l'appuntamento annuale che riunisce gli associati di Fermerci e i principali decisori istituzionali del settore regolatorio. Al centro del confronto gli incentivi al comparto e la regolazione economica del trasporto ferroviario merci. Tra i partecipanti c’erano rappresentanti del ministero dei Trasporti, di Ram, di Rete Ferroviaria Italiana e dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti.
Ha aperto i lavori il presidente di Fermerci, Clemente Carta, che ha richiamato le difficoltà attraversate negli ultimi anni: "Il comparto attraversa una crisi che prosegue ormai dal 2022 e nel 2025 il traffico ferroviario merci in Italia è sceso di circa l'8% rispetto al triennio precedente. Eppure, nonostante i proclami, il settore continua a non ricevere misure di sostegno adeguate: incentivi sottodimensionati, strumenti definanziati anche a investimenti già avviati, complessità burocratiche che ne ostacolano l'attuazione". Ampio spazio è stato dedicato ai temi regolatori: dai corrispettivi per l'accesso agli scali merci alle nuove regole sull'allocazione della capacità ferroviaria, fino allo sviluppo dei raccordi industriali. Su questi fronti Fermerci chiede regole proporzionate e coerenti con le esigenze operative della logistica merci.
Per quanto riguarda gli strumenti di sostegno, la richiesta dell'associazione converge sulla continuità. Dal Ferrobonus alla Norma Merci, fino al contributo nazionale per le tecnologie Ertms, le misure oggi in scadenza o fortemente ridimensionate andrebbero prorogate e rifinanziate, insieme a un'attuazione più rapida degli strumenti già previsti. A ciò si aggiunge una richiesta trasversale sui tempi di erogazione: contributi riconosciuti e versati con certezza e rapidità, perché il tempo di attivazione delle misure incide direttamente sulla liquidità delle imprese e sull'efficacia stessa degli incentivi.
Il presidente Carta è tornato sul tema nella parte conclusiva del suo intervento, sottolineando il ruolo dei convogli merci nella tenuta logistica del Paese. "I treni dei nostri associati stanno continuando a garantire la continuità logistica del Paese in condizioni estremamente penalizzanti. Per questo dalla rimodulazione del Pnrr ci attendiamo che vengano finalmente attribuite risorse a ristoro dei danni che gli operatori stanno subendo proprio per effetto dell'implementazione del Piano. Il rischio, altrimenti, è che al termine dei lavori il Paese disponga di una rete più moderna, ma di un settore ferroviario merci drasticamente ridimensionato, non più in grado di sostenere gli obiettivi industriali, logistici e ambientali dell'Italia e dell'Europa".






































































