L’assemblea degli associati di Associazione Fermerci si è svolta il 29 aprile 2026 a Roma ed è stata l’occasione per fare il punto sullo stato del trasporto ferroviario merci in Italia, in una fase nella quale l’organizzazione cresce ma il comparto resta sottoposto a forti pressioni operative, economiche e regolatorie. Nei primi quattro mesi del 2026 sono infatti entrati nell’associazione otto operatori, un dato che Fermerci interpreta come conferma del proprio ruolo nella rappresentanza degli interessi del settore. L’incontro ha avuto anche una funzione preparatoria rispetto ai prossimi appuntamenti dell’associazione. Tra questi rientra la presentazione della quarta edizione del Rapporto annuale Fermerci, prevista il 20 maggio presso il Cnel, che offrirà un quadro aggiornato delle dinamiche economiche, operative e regolatorie del trasporto ferroviario merci, in un momento in cui le imprese devono affrontare vincoli infrastrutturali e incertezza sul costo dell’energia.
L’elemento più problematico emerso dall’assemblea riguarda gli effetti delle interruzioni ferroviarie connesse ai lavori previsti dal Pnrr. Fermerci rileva che tali interventi sono necessari per l’attuazione del piano, ma segnala che il sistema si trova in una condizione limite. L’associazione riconosce l’impegno delle imprese ferroviarie e del gestore dell’infrastruttura nel garantire continuità ed efficienza del servizio, ma sottolinea come gli indicatori contenuti nello studio collegato al rapporto mostrino una riduzione diffusa del traffico. La pressione sul trasporto ferroviario merci deriva quindi da una combinazione di fattori: da un lato vi sono le interruzioni della rete, che incidono sulla capacità di programmazione e sulla regolarità dei servizi, dall’altro pesa il quadro internazionale, con la crisi nello Stretto di Hormuz che alimenta incertezze sul fronte energetico. Fermerci segnala il timore di una nuova fase critica simile a quella vissuta nel 2022, quando l’aumento dei costi dell’energia aggravò l’equilibrio economico delle imprese del comparto.
In questo contesto, l’associazione chiede risposte concrete sulle misure ritenute decisive per la competitività del settore. Il riferimento principale è al Decreto cosiddetto Loco e Carri, che Fermerci ricorda è come fermo da due anni. Il tema riguarda il rinnovo del materiale rotabile, ma secondo l’associazione le risorse inizialmente previste per questo scopo sono state successivamente azzerate, riducendo gli strumenti disponibili per accompagnare gli investimenti delle imprese ferroviarie. La questione è collegata anche al Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria, indicato come Atto del Governo numero 397 e attualmente all’esame parlamentare. Secondo Fermerci, esso richiama l’importanza degli incentivi e del sostegno alle imprese, compresi gli investimenti in materiale rotabile. Questo passaggio è importante perché collega la programmazione della mobilità ferroviaria alla necessità di strumenti finanziari stabili e coerenti con gli obiettivi di trasferimento modale.
Il presidente, Clemente Carta, riconosce che il piano presentato dal ministero dei Trasporti contiene principi condivisibili, ma osserva che le misure concrete restano insufficienti: "Al netto dei recenti interventi normativi, incentivo alla manovra ferroviaria nei porti e un esiguo stanziamento sul ferrobonus, mancano interventi strutturali adeguati". In particolare, la manovra ferroviaria nei porti resta uno dei nodi operativi della catena intermodale, dove la capacità di collegare banchine, terminal e rete ferroviaria incide sulla competitività dei traffici merci. Lo stanziamento sul ferrobonus, invece, viene giudicato da Fermerci non sufficiente rispetto alle esigenze del comparto. L’associazione colloca questi interventi in un quadro più ampio, nel quale le imprese chiedono continuità degli incentivi e sostegno agli investimenti per contenere gli effetti delle interruzioni infrastrutturali e dell’incertezza energetica.
L’associazione ribadisce quindi la necessità di rafforzare le politiche di sostegno al trasporto ferroviario merci. La nota lega questa richiesta a due obiettivi: la competitività del sistema produttivo e il raggiungimento degli obiettivi ambientali del Paese. Per Fermerci, il trasporto merci su rotaia resta un elemento strategico della logistica nazionale, ma la sua tenuta dipende dalla capacità di trasformare gli indirizzi di piano in interventi operativi, finanziati e accessibili alle imprese.

































































