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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Il tifone Dolphin ingolfa ancora il porto di Shanghai

    Il tifone Dolphin ingolfa ancora il porto di Shanghai

    Dieci giorni dopo il passaggio del ciclone Dolphin i terminal di Yangshan registrano attese fino a dieci giorni prima dell'ormeggio con oltre trenta navi in coda. Nel Nord Asia restano bloccati più di 2,4 milioni di teu di capacità.

Autotrasporto

  • Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale denuncia attese fino a sei ore per l'imbarco a Tremestieri e al Porto Storico di Messina durante l'esodo estivo. Non è un caso isolato: il problema si trascina da anni, tra proteste, esposti e promesse rimaste in gran parte sulla carta.

    La Polonia investe 150 miliardi in ferrovie ma non nelle merci

    La Polonia si appresta ad avviare il più ambizioso programma di espansione della rete ferroviaria, forse il più significativo dopo le ricostruzioni post-belliche. Bastano due numeri per rendere la portata degli investimenti: saranno realizzati 4.700 chilometri di nuovi binari con un impegno finanziario che potrà oscillare tra 140 e 150 miliardi di euro. Il piano indicato come “Rete ferroviaria integrata” è poliennale e quindi a lungo termine ma l’obiettivo è quello di realizzare e aprire all’esercizio i primi mille chilometri di nuove ferrovie entro il 2035.

    Ma le sorprese non mancano, e fanno discutere, perché se si leggono le carte nei dettagli si scopre che di fatto il trasporto merci viene escluso dal vasto piano d’infrastrutture ferroviarie pianificate. Il programma di interventi, infatti, si concentra sulla costruzione di 19 nuove linee principali che collegheranno tutte le diverse regioni polacche e dei 4.700 chilometri totali, 2.700 sono costituiti da linee ad alta velocità per il traffico passeggeri.

    Secondo quanto si apprende non ci sarebbero indicazioni specifiche per investire e potenziare il servizio merci. Inseguire a tutti i costi l’obiettivo di velocizzare il trasporto passeggeri, può comportare il rischio d’investire risorse importanti per portare la ferrovia ad alta velocità in aree scarsamente popolate solo per collegare punto-punto due località di un certo interesse. Al contrario invece alcune delle aree più industrializzate del Paese verrebbero escluse dai nuovi collegamenti, forse perché è scarsa la domanda potenziale di servizi passeggeri veloci. C’è però una considerazione da fare: se il traffico passeggeri si concentrerà soprattutto sulle nuove linee veloci, la rete ferroviaria storica avrà maggiori tracce disponibili per tutte le altre tipologie di treni, e tra questi non solo i regionali, ma anche quelli del trasporto merci con un vantaggio quindi indiretto, ma non irrilevante.

    Il piano “Rete ferroviaria integrata”, secondo alcuni operatori, è stato delineato senza un confronto preliminare con il settore del trasporto merci, ma addirittura senza la collaborazione delle regioni polacche interessate e quindi in un certo senso calato dall’alto. E tutto questo mentre la Polonia appare sempre più un crocevia ferroviario verso l’Ucraina a est e verso le Repubbliche Baltiche a nord. In particolare, si appresta a diventare il terminale di Rail Baltica, la nuova direttrice ferroviaria lunga 950 chilometri a scartamento standard europeo che collegherà Tallin in Estonia con il nodo polacco di Varsavia.

    Quasi in controtendenza con lo scarso interesse per il servizio merci che caratterizza il nuovo piano di investimenti polacco, le ferrovie nazionali Pkp hanno avviato a inizio 2025 l’ammodernamento e il raddoppio dei binari della ferrovia che dal nodo di Białystok, la maggiore città polacca nord-orientale posta a poco più di 40 chilometri in linea d’aria dal confine con la Bielorussia, porta verso nord a Ełk, a una settantina di chilometri dalla Lituania. La direttrice ferroviaria coinvolta nel progetto di potenziamento e riqualificazione ha uno sviluppo di circa cento chilometri: qui sono previsti investimenti per oltre 1,4 miliardi di euro, cofinanziati dall’Unione Europa in quanto rappresentano anche un segmento del corridoio internazionale nord-sud ricompreso nel progetto di Rail Baltica. A nord di Ełk si raggiunge il nodo di Kaunas, che rappresenta il punto di raccordo con le ferrovie della Lituania e quindi con Rail Baltica: per questo motivo è in corso la conversione allo scartamento standard europeo.

    Piermario Curti Sacchi

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