La Filt Cgil torna a chiedere per Genova un autoparco vero e proprio - dotato di punto ristoro, servizi igienici e quanto necessario per una sosta dignitosa dei camionisti - e non un parcheggio ricavato in aree destinate ad altro. Lo hanno dichiarato il 30 giugno 2026 Marco Gallo e Leonardo Cafuoti, del dipartimento Merci e Logistica del sindacato. La questione riguarda in specifico l'area destinata ai veicoli industriali in sosta: non più, questa volta, le aree ex Ilva di Genova Cornigliano già ipotizzate in passato, ma quelle demaniali autorizzate per il deposito container note come Erzelli 2. Si tratta di uno spazio in posizione strategica, adiacente al porto commerciale, utilizzato per rifornire gli autisti dei container vuoti necessari alle quotidiane operazioni di esportazione, al cui interno operano i lavoratori del deposito.
Per la Filt Cgil la trasformazione di quell'area in autoparco solleva due problemi. Da un lato sottrarrebbe uno dei pochi terminal per contenitori vuoti rimasti sul territorio genovese, costringendo gli autisti a rifornirsi in altre regioni per lo svolgimento del lavoro quotidiano, dall'altro non risolverebbe il problema di fondo, che per il sindacato resta la mancanza di un vero centro attrezzato per la sosta dei veicoli industriali. Invece, il sindacato chiede di realizzare l'autoparco altrove, eventualmente ampliando il parcheggio già esistente in zona aeroporto, riservando le aree portuali operative alla loro funzione originaria. Una rivendicazione che la Filt definisce di lunga data, sollecitata con tutti gli interlocutori interessati, dalle istituzioni alle associazioni datoriali.
La questione si inserisce in un dibattito più ampio sui costi delle attese per l'autotrasporto del Nord-Ovest, legate anche alla congestione del nodo portuale genovese. Una questione che riguarda innanzitutto le infrastrutture: il porto di Genova è interessato da un ampio programma di nuova viabilità nel bacino di Sampierdarena, pensato per separare i flussi dei veicoli industriali dalla città collegando direttamente i varchi di San Benigno, Ponente e Aeroporto al nodo autostradale. All'interno di questo programma rientra anche lo studio sull'area buffer di Fondega, ipotizzata come parcheggio attrezzato per la sosta dei veicoli industriali in attesa di raggiungere i terminal, con accessi regolati da un sistema di prenotazione e uno svincolo dedicato sull'autostrada A10 nei pressi di Genova Pegli. Concettualmente è una funzione di autoparco, anche se la comunicazione istituzionale non sempre la definisce così.
Accompagnano questi interventi sulla viabilità portuale altri cantieri che incidono sul traffico di veicoli industriali diretti al porto. Il nuovo viadotto che collega il casello autostradale di Genova Prà al bacino portuale è operativo da luglio 2025. È stato inoltre approvato, con il Decreto ministeriale numero 1 del 2026, il progetto esecutivo del tunnel subportuale, che attraverserà con due gallerie il bacino interno del porto collegandolo alla viabilità cittadina e autostradale. Questi interventi, insieme alla nuova diga foranea, rientrano nel più ampio programma straordinario per la ripresa e lo sviluppo del porto di Genova e delle relative infrastrutture di accessibilità.
M.G.










































































