Non si farà il fermo dei servizi dell’autotrasporto indetto da alcune sigle nei porti di Genova e Savona dalla mezzanotte di giovedì 18 giugno alla mezzanotte di domenica 21 giugno, grazie a un incontro che nella sede della Regione Liguria ha portato a un'intesa tra le associazioni di categoria, le istituzioni e Autostrade per l'Italia. La mobilitazione era stata proclamata da un ampio fronte di associazioni degli autotrasportatori (Aliai, Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai Liguria, Fiap, Legacooperative e Trasportounito) che denunciavano i disagi causati pessimo e cronico stato della rete viaria ligure, tra cantieri prolungati, code croniche e carenza di aree di sosta.
Al centro dell’intesa c’è l'impegno di Autostrade per l'Italia a erogare 25 milioni di euro di ristori relativi all'annualità 2025, configurati come ultima rata delle trattative avviate dopo il crollo del ponte Morandi e disciplinato dall'accordo del 14 ottobre 2021 e dal cosiddetto Decreto Genova. Il testo prevede anche il completamento delle istruttorie per i rimborsi fiscali alle imprese di autotrasporto da parte dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, con la possibilità di destinare eventuali residui a integrazione dei ristori. Contestualmente è istituito un tavolo permanente sui nodi delle strade liguri e sull'interconnessione con il sistema portuale, al quale parteciperanno anche il ministero dei Trasporti, la Regione, l'Autorità di Sistema Portuale.
La vertenza ligure s'inserisce in una crisi di lungo periodo che grava sulle imprese di autotrasporto, legata al caro gasolio, alle condizioni critiche della rete autostradale ligure e ai costi cumulati di gestione. Dopo il crollo del ponte Morandi nel 2018, gli autotrasportatori ottennero un sistema di ristori pluriennali, disciplinato anche dall'accordo del 14 ottobre 2021, che prevedeva più annualità d’indennizzi legati allo stato delle infrastrutture e alle ricadute operative sulle imprese. Parte di queste misure, tra ristori economici e rimborsi fiscali, è stata erogata con ritardi, al punto che per il 2025 le associazioni di categoria hanno deciso di alzare il livello della protesta, minacciando il fermo ora sospeso.
L'intesa tutela nell'immediato la continuità dei flussi nei due scali fondamentali per il commercio estero italiano, ma sancisce anche che il capitolo ristori legato al crollo del ponte Morandi si chiude con l'annualità 2025: superata questa soglia, le imprese potranno contare più su strumenti ordinari e sulla qualità effettiva delle opere infrastrutturali che su indennizzi compensativi. Restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere: non sono ancora definiti i criteri di allocazione dei 25 milioni di euro, né i tempi effettivi di liquidazione, mentre manca una quantificazione comparativa tra l'importo dei ristori e il volume di traffico interessato, gli anni di disagi accumulati e la perdita di prestazioni delle flotte che operano stabilmente sulla rete ligure. Resta poi aperta la questione delle infrastrutture, perché tavolo su strade e connessioni portuali è un passo politico, ma non definisce ancora tempi né priorità di intervento su gallerie, autostrade A7 e A10, nodi urbani, aree di sosta e digitalizzazione dei flussi.
P.R.








































































