Al terminal Bettolo di Genova, gestito dal gruppo Msc, la tensione sindacale è arrivata al punto di rottura. Dal 16 luglio 2026 si sono già svolte tre giornate di sciopero, l'ultima proclamata per il 23 luglio dopo che un tentativo di mediazione in Autorità di Sistema Portuale non ha prodotto risultati. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno inoltre confermato altre 48 ore di fermo per lunedì 27 e martedì 28 luglio, mentre cresce l'ipotesi di uno sciopero generale esteso all'intero porto di Genova.
Alla base della protesta ci sono due filoni distinti ma intrecciati. Il primo riguarda le condizioni di sicurezza sul lavoro: da settimane i sindacati denunciano rischi per la salute degli operatori, tra cui la mancanza di acqua fresca sulle banchine nonostante le temperature estive, dispositivi di sicurezza dei mezzi disattivati, manutenzione carente e spogliatoi giudicati inadeguati. Il secondo filone è disciplinare e riguarda il licenziamento di un lavoratore, ribadito dall'azienda nonostante il confronto sindacale: le organizzazioni sindacali lo definiscono sproporzionato e maturato in un contesto di contestazioni disciplinari ripetute e di assenza di dialogo con la dirigenza del terminal.
I fatti si concentrano alla Calata Bettolo, dove l'escalation è partita dal primo sciopero immediato di 18 ore del 16 luglio, è proseguita con nuove astensioni il 22 e il 23 luglio ed è destinata a un nuovo passaggio con le 48 ore già proclamate per fine mese. Un incontro tra i delegati delle tre sigle sindacali è previsto per il 24 luglio proprio per discutere dell'ipotesi di sciopero generale. Le sigle sindacali coinvolte sono Filt Cgil, con Fabio Ferretti, Fit Cisl, con Davide Traverso e Mauro Scognamillo, e Uiltrasporti, con Duilio Falvo e Stefano Degl'Innocenti, che hanno agito in coordinamento sin dall'avvio della vertenza. Sul fronte datoriale, la dirigenza del Terminal Bettolo ha scelto di confermare il licenziamento nonostante gli incontri di mediazione ospitati a Palazzo San Giorgio, sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che non hanno portato a un'intesa.
La protesta ha superato i confini del singolo terminal: alla manifestazione del 23 luglio davanti a Palazzo San Giorgio hanno preso parte anche lavoratori di altri terminal genovesi, segno di una tensione più ampia nel porto, dove sono aperte in parallelo altre vertenze a Psa Genova Pra', al Terminal Rinfuse e a Erzelli 2. A complicare il quadro si aggiunge la contestazione sindacale verso due nuovi regolamenti dell'Autorità portuale su reperibilità e provvedimenti disciplinari, ritenuti sovrapposti al contratto nazionale e, nel caso del secondo, mai discussi con le Rsa. Quella in corso è la seconda vertenza rilevante al Terminal Bettolo nel giro di un anno. Nel luglio 2025 una precedente mobilitazione di cinque giorni riguardò carenze di personale, formazione insufficiente ed eccessiva rotazione delle mansioni, temi organizzativi che a un anno di distanza tornano ad alimentare lo scontro tra sindacati e azienda.









































































