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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Le rotte europee spingono i noli container

    Le rotte europee spingono i noli container

    Il World Container Index di Drewry sale del 3% a 4.485 dollari per container da 40 piedi, trainato dall'Asia-Europa, dove i noli spot medi tornano a crescere dopo tredici settimane di calo. Sul transpacifico Los Angeles guadagna il 3%, New York cede l'1%.

Autotrasporto

  • Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Dal primo trimestre del 2027 Rhenus concentrerà nell'Interporto di Padova trasporto nazionale e internazionale, spedizioni e magazzinaggio, su 10mila metri quadrati. Due magazzini attuali confluiranno nel nuovo sito, mentre a Dubai ha aperto un ufficio dedicato alla logistica umanitaria.

    Tariffe aeree record sotto la pressione del conflitto del Golfo

    Il secondo trimestre del 2026 ha segnato una svolta per il trasporto aereo delle merci: li noli spot globali hanno registrato ad aprile un’impennata del 30% su base annua, toccando il livello più elevato dall'ottobre 2022. Lo rileva il rapporto Air Freight Rate Tracker-Q2 2026 di TransportIntelligence, che attribuisce l'accelerazione non a una crescita organica della domanda, bensì a uno shock strutturale sul lato dell'offerta innescato dal conflitto esploso in Medio Oriente alla fine di febbraio. Il rapporto riporta che le rotte headhaul hanno raggiunto una media di 3,7 dollari al chilogrammo a maggio 2026, con un incremento del 35,85% su base annua e del 26,56% rispetto al trimestre precedente, mentre le rotte backhaul si sono attestate a 2,9 dollari al chilogrammo, in crescita del 25,44% su base annua e del 17,90% sul trimestre precedente.

    L'impatto più marcato s'è registrato sulle rotte in partenza da Dubai, dove le tariffe sono triplicate fino a 5,44 dollari al chilogrammo, un livello che non aveva precedenti recenti sul corridoio. Sull'andamento dei prezzi ha pesato anche il carburante avio: durante il picco del conflitto, a marzo, il costo del jet fuel è raddoppiato, costringendo i vettori ad applicare pesanti supplementi per il rischio di guerra e per le variazioni del prezzo del carburante. A maggio 2026, l'indice medio globale del jet fuel ha raggiunto quota 470,4, con un rincaro di 275,8 punti rispetto al secondo trimestre del 2025, secondo TransportIntelligence. Il greggio Brent è stato rivisto al rialzo a 96 dollari al barile, riflettendo le interruzioni nello Stretto di Hormuz.

    L'elemento scatenante è stata la chiusura dello spazio aereo del Golfo, che ha eliminato in poche settimane una quota sostanziale della capacità di transito sulle rotte tra Asia ed Europa. Secondo i dati Iata relativi a marzo 2026, la capacità cargo internazionale misurata in tonnellate-chilometro disponibili (Actk) si è contratta del 6,8% su base annua, una flessione quasi interamente riconducibile alla messa a terra o alla deviazione dei voli che attraversavano gli hub mediorientali. Solo nel 1° marzo, oltre 3.400 voli sono stati cancellati nei sette principali aeroporti della regione.

    Nei mesi precedenti il conflitto la domanda globale aveva mostrato una buona intonazione, sostenuta dal Capodanno lunare e dalla vivacità del commercio elettronico, con un aumento dell'11,2% a febbraio. Lo scenario s'è però capovolto a marzo, quando la domanda complessiva ha segnato una contrazione del 4,8% su base annua: i vettori mediorientali hanno subito un crollo del 54,3%, mentre le compagnie africane e quelle dell'Asia-Pacifico hanno mostrato una tenuta relativa. La perdita di stiva nei voli passeggeri, che costituisce la componente portante dell'offerta cargo, è risultata critica: i nove principali aeroporti della regione hanno perso complessivamente circa 620mila tonnellate di merci tra marzo e aprile, pari a un calo del 52% su base annua.

    L'indice dei volumi aeroportuali per il primo trimestre del 2026 si attesta a 104,5 a livello globale, con una flessione di 1,6 punti su base annua e un calo stagionale e post-shock di 16,4 punti rispetto al quarto trimestre del 2025. In questo quadro, l'Europa è l'unica macro-regione in crescita su base annua, con un aumento di 5,5 punti che porta l'indice a 117,1. Il Nord America registra invece la contrazione più marcata, con una perdita di 12,8 punti che abbassa l'indice a 94,0.

    A maggio sono apparsi i primi segnali di stabilizzazione, contemporaneamente all'annuncio di un cessate il fuoco. Compagnie come Emirates e Qatar Airways hanno avviato il ripristino graduale delle operazioni. Tuttavia, la capacità aggiuntiva sui voli cargo puri è limitata dai ritardi nelle consegne di nuovi aeromobili e dall'invecchiamento della flotta globale, elemento che rende il mercato strutturalmente dipendente dal completo recupero delle tratte passeggeri in Medio Oriente. Le compagnie aeree restano caute, consapevoli che i rischi geopolitici non sono ancora rientrati.

    Il sentiment degli operatori riflette questa situazione. Secondo il rapporto, il 70,5% degli intervistati a livello globale prevede che le tariffe del trasporto aereo continueranno ad aumentare nei tre mesi successivi all'indagine. La percentuale sale al 73,1% sulla rotta Asia-Nord America (Costa Ovest) e al 73,3% sulla rotta Asia-Europa (Nord Ovest). La matrice di prospettiva elaborata da TransportIntelligence posiziona le interruzioni della filiera e i costi del carburante come fattori costantemente al rialzo per tutto il secondo e il terzo trimestre del 2026. Sul fronte regolatorio, il rapporto segnala un ulteriore elemento d’incertezza per i mesi a venire: l'eliminazione delle esenzioni "de minimis" nell'Ue entro il 2027 potrebbe determinare un calo a breve termine dei volumi del commercio elettronico transfrontaliero, alterando ulteriormente gli equilibri sul lato della domanda e rendendo ancora più incerto il quadro di ripresa del settore.

    Anna Maria Boidi

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