Si è riunito il 2 luglio 2026 a Genova il Consiglio di amministrazione di Aeroporto di Genova Spa, alla prima seduta dopo il rinnovo della dirigenza della società. L'organo ha conferito le deleghe al direttore generale Francesco D'Amico e ha assunto le deliberazioni previste in materia di funzionamento degli organi sociali, compresa la definizione dei compensi degli amministratori,mentre il presidente Matteo Paroli ha confermato in questa sede la rinuncia al compenso previsto per la propria carica.
Il Consiglio ha inoltre ricevuto un'informativa sull'andamento dei traffici riferita al primo semestre 2026, chiuso con un incremento del 10,4% nel numero dei passeggeri rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il solo mese di giugno ha fatto segnare una crescita dei voli del 17%, dato che il presidente Paroli ha definito confortante nel commentare l'avvio della nuova gestione: "Quella di oggi è stata una seduta dedicata all'avvio operativo della nuova dirigenza. Il consiglio ha iniziato il proprio lavoro affrontando i principali adempimenti istituzionali e i primi temi di gestione della società. Ci attende un percorso che richiederà impegno, capacità di ascolto e condivisione degli obiettivi, nella consapevolezza del valore che l'aeroporto di Genova rappresenta per la mobilità, l'economia e lo sviluppo del nostro territorio. I dati presentati oggi nel Cda sono confortanti in tal senso, presentando una crescita dei voli nel solo mese di giugno del 17%”.
Per quanto riguarda le merci, lo scalo ligure mostra un andamento non lineare. Nell’intero 2025 ha movimentato 236,8 tonnellate, con un calo del 71,4% rispetto all’anno precedente e nei primi cinque mesi del 2026 è apparsa una ripresa, con aumento del 23,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente, toccando le 107,6 tonnellate. Però nel solo mese di maggio è ricomparso un rosso del 30,9%, con solo 14,3 tonnellate.
Genova sconta nelle merci due elementi penalizzanti: la sostanziale mancanza di voli cargo, perché le sue merci viaggiano in prevalenza su belly, e la vicinanza di Malpensa, che drena merci da tutto il nord-ovest. A che cosa è dovuto, quindi, l’aumento dei primi cinque mesi? Possiamo individuare due fattori. Il primo è lo spostamento dei traffici causato dalla crisi di Hormuz, che può aver favorito soluzioni ibride aria-mare e il secondo è l’aumento dei voli passeggeri e quindi della loro stiva merci, in un contesto di congestionamento degli hub primari.
Per il futuro, un elemento di crescita anche delle merci potrà venire dal socio privato nella compagine di Aeroporto di Genova. È Msc, che ha già una forte presenza diretta nel porto sia nei container che nelle crociere, che ha acquisito il 15% della società aeroportuale e che potrebbe aumentare tale quota. Il gruppo svizzero ha anche la divisione Air Cargo, stabilita a Malpensa dopo l’acquisizione di AlisCargo. Forte interesse nello scalo ligure viene anche dal Consorzio Goas, nato con l’impulso di Spediporto proprio per rilanciare le merci nell’aeroporto. Sono associati ventuno spedizionieri genovesi e ha conseguito la licenza Enac come Ground Handler.

































































