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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • I noli container divergono tra Pacifico ed Europa a metà agosto

    I noli container divergono tra Pacifico ed Europa a metà agosto

    L’indice globale dei noli del trasporto marittimo dei container World Container Index diffuso il 14 agosto 2026 da Drewry cresce dell'1% a 4.339 dollari per container da 40 piedi. Il rialzo è completamente causato dalle rotte verso il Nord America, mentre l'Asia-Europa arretra fino all'8%.

    L’autotrasporto francese protesta contro l’aumento del gasolio

    Il trasporto stradale francese è entrato in una fase di forte mobilitazione tra la fine di marzo e l'inizio di aprile 2026, con azioni coordinate in più regioni del Paese. All’origine delle proteste c’è l'impennata del prezzo del gasolio, collegata al nuovo shock petrolifero originato dall'aggravarsi del conflitto nel Golfo Persico, che ha portato il costo del carburante vicino o oltre i 2,50 euro al litro in molte aree, con punte percepite dagli operatori come prossime alla soglia dei 3 euro. Per un settore in cui il carburante rappresenta una delle principali voci di costo, questa dinamica ha reso numerose tratte poco remunerative o in perdita, colpendo in modo particolarmente acuto le imprese di piccole dimensioni già indebolite da anni di crisi successive: pandemia, inflazione, caro energia.

    La mobilitazione coinvolge autotrasportatori e autisti di camion e pullman, spesso titolari o dipendenti di piccole e medie imprese del trasporto merci e passeggeri. Sul piano organizzativo spiccano due sigle: l'Organisation des Transporteurs Routiers Européens (Otre) e la Fédération Nationale Des Transporteurs Routiers (Fntr), entrambe attive nel coordinare le azioni sul territorio e nel dialogo con il Governo. Alle proteste partecipano anche operatori del turismo su gomma, in particolare nell'area di Parigi, con pullman che si uniscono ai convogli lenti sul boulevard périphérique.

    La forma simbolo della protesta è l'operazione “escargot", ossia lumaca: convogli di camion o autobus procedono a bassa velocità su assi stradali strategici, rallentando il traffico per rendere visibile il disagio senza bloccare completamente la circolazione. Il 30 marzo, questa tattica ha interessato il périphérique parigino, in particolare nella zona di Porte de Vincennes, dove diversi autocarri e autobus si sono dati appuntamento al mattino prima di percorrere lentamente l'anello autostradale urbano.

    Fuori dalla capitale, l'Auvergne–Rhône-Alpes è stato uno degli epicentri della contestazione: a Lione e Clermont-Ferrand sono stati organizzati sia cortei rallentati sia presidi agli svincoli e alle entrate autostradali. Sull'autostrada A7, all'altezza di Chasse-sur-Rhône in Isère, i camion sono scesi in strada già il 28 marzo. Nei Pays de la Loire i trasportatori hanno percorso a passo d'uomo il périphérique di Nantes, mentre in Provence–Alpes–Côte d'Azur, Occitanie e Nouvelle-Aquitaine l'Otre ha avviato mobilitazioni coordinate con il sostegno della Fntr.

    L'aumento dei prezzi del gasolio è stato percepito dagli operatori a partire dal 28 febbraio 2026, con una progressione costante nelle settimane successive. Nella seconda metà di marzo i trasportatori hanno iniziato a denunciare pubblicamente la situazione, spiegando di aver già tentato di rivedere i propri listini, spesso incontrando la resistenza dei committenti e trovandosi a lavorare sotto costo su molte tratte. Il 27 marzo il Governo ha annunciato un piano di aiuti da 50 milioni di euro, presentato come sostegno mirato per coprire, per un mese, fino a 20 centesimi di euro per litro di gasolio a favore delle piccole e medie imprese in gravi difficoltà di liquidità. Il 29 marzo, TotalEnergies ha annunciato il prolungamento del tetto ai prezzi nei propri distributori, misura pensata in parte per rispondere alla pressione congiunta di agricoltori e trasportatori. Il 1° aprile, le iniziative si sono mantenute o intensificate nelle regioni del sud, con la Fntr che ha invitato i propri associati a sostenere le mobilitazioni locali.

    Molti autotrasportatori raccontano di spese per il carburante aumentate di centinaia di euro a settimana per singolo veicolo, con un impatto diretto sul flusso di cassa d’imprese che già operavano con margini esigui. Ma le organizzazioni di categoria sottolineano che il settore è stretto tra tariffe spesso bloccate o difficili da rinegoziare e costi variabili - carburante, pedaggi, manutenzione - in continua crescita. La Fntr denuncia in particolare il mancato rispetto sistematico delle clausole d'indicizzazione carburante nei contratti di trasporto, che pure la Legge prevede: il risultato, secondo numerose testimonianze, è che molte imprese lavorano sotto costo, accumulando ritardi di pagamento e fragilità finanziaria che possono portare rapidamente all'insolvenza.

    Otre e Fntr valutano il pacchetto da 50 milioni di euro come un segnale positivo ma del tutto insufficiente: limitato a un mese, riservato alle sole piccole e medie imprese in forti difficoltà e privo di carattere strutturale. Le organizzazioni chiedono aiuti "specifici, eccezionali e per veicolo", sul modello dei dispositivi adottati durante la crisi energetica del 2022, insieme a un meccanismo più automatico e duraturo che tenga conto dei costi reali sopportati dalle imprese.

    Le rivendicazioni avanzate al Governo si articolano su più livelli. Nel breve periodo, le associazioni chiedono un dispositivo di aiuto per veicolo, semplice e immediatamente accessibile, in grado di compensare almeno in parte l'extra-costo carburante; il rafforzamento e la proroga delle misure oltre il mese coperto dai 50 milioni annunciati e l'applicazione effettiva e controllata delle clausole d'indicizzazione carburante nei contratti di trasporto, in modo che l'aumento dei costi sia condiviso tra committenti e vettori e non ricada interamente su questi ultimi. Nel medio periodo, le stesse organizzazioni chiedono misure che riconoscano il ruolo strategico del settore nell'economia francese, per evitare il fallimento in serie delle imprese più fragili. Senza interventi più ambiziosi, avvertono gli operatori, il rischio concreto è una progressiva desertificazione del tessuto di piccole imprese e un crescente squilibrio competitivo a vantaggio dei grandi gruppi meglio capitalizzati.

    Pietro Rossoni

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