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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Pescatori francesi protestano nei porti e nei depositi carburante

    Cinquanta autocisterne ferme a bordo strada davanti al terminal petrolifero di Fos-sur-Mer. È stata la prima immagine della protesta dei pescatori mediterranei francesi contro il rincaro del gasolio, iniziata martedì 15 settembre 2016, quando dalle 3.00 alle 10.00 hanno bloccato il terminal nelle Bocche del Rodano prima di essere sgomberati dalle Forze di polizia. Nei giorni successivi la mobilitazione si è estesa lungo la costa di Occitania e Costa Azzurra, colpendo il deposito carburanti di Frontignan e i porti di Sète, Port-la-Nouvelle, Le Grau-du-Roi e Nizza. A mezzogiorno di giovedì 17 settembre i pescatori hanno sospeso i blocchi di Nizza e Frontignan, mentre aspettano l'esito dell'incontro a Parigi tra i loro rappresentanti e la ministra delegata al Mare e alla Pesca, Catherine Chabaud.

    La protesta ha una regia comune: il 14 settembre i comitati regionali della pesca di Occitania, Paca e Corsica, le tre organizzazioni di produttori del Mediterraneo e i sindacati dei marittimi, sia dipendenti sia armatori, hanno lanciato un'azione congiunta. La prima giornata ha portato alcune decine di pescatori in piazza a Sète e a Port-Vendres. Martedì è toccato a Fos, mercoledì a Frontignan. Il deposito di Frontignan, nell'Hérault, è stato bloccato per due giorni consecutivi. Giovedì la polizia dipartimentale ha riferito che tra 150 e 200 pescatori presidiavano dalle 3.00 del mattino ingressi e uscite dell'impianto, impedendo il transito delle autocisterne. Un rappresentante dei pescatori dell'Hérault, Ange Natoli, ha definito l'iniziativa un'azione simbolica.

    Sui porti le conseguenze più gravi si sono viste a Sète, dove martedì sera un traghetto proveniente dalla Corsica non ha potuto sbarcare e un altro in arrivo da Tangeri è stato dirottato. A Nizza la chiusura dello scalo ha avuto conseguenze anche in Italia, perché una nave Corsica Ferries diretta al porto francese è stata dirottata su Savona. Il blocco era iniziato con sei imbarcazioni in catena davanti all'imboccatura, con l'obiettivo di fermare navi commerciali e turistiche. Più a ovest, il porto di Port-la-Nouvelle, nell'Aude, è stato bloccato dalla notte tra martedì e mercoledì con un presidio a cui hanno partecipato anche le famiglie e cui si sono aggiunti i pescatori di Agde e Gruissan.

    Il gasolio pesa in modo decisivo sui conti delle imprese di pesca e il Governo Lecornu ha annunciato la proroga fino al 31 dicembre degli aiuti settoriali sui carburanti, tornando così al massimo consentito dalla Commissione Europea, dopo la riduzione estiva decisa quando i prezzi erano scesi. Ma per la categoria la proroga non basta. I pescatori chiedono un tetto di 60 centesimi al litro per il gasolio delle imbarcazioni e il pagamento degli aiuti ancora non erogati da aprile 2026. Sul tavolo c'è anche la revisione del piano europeo West Med, che ha ridotto a cento le uscite annue dei pescherecci a strascico e che impone maglie delle reti che i pescatori considerano troppo larghe.

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