Eni ha annunciato il 25 settembre 2026 che dal 28 settembre applicherà un tetto massimo ai prezzi dei carburanti venduti attraverso Enilive, la piattaforma del gruppo dedicata alla mobilità e ai prodotti energetici per il trasporto: da quella data la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro, un livello che la società quantifica in circa 17 centesimi in meno rispetto alle medie attuali. La misura durerà inizialmente trenta giorni, con una possibile estensione fino al 31 dicembre 2026 in base all'andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Eni collega la decisione alla contrazione dell'offerta di prodotti raffinati sui mercati internazionali, aggravata dalla riduzione della capacità di raffinazione europea: negli ultimi quindici anni, secondo la società, hanno chiuso quasi trenta impianti nel continente. Il gruppo presenta l'iniziativa come un "contributo di solidarietà" verso famiglie e imprese, che si affianca a un'operazione avviata già a marzo, quando Eni aveva scelto di ribaltare solo in parte sui prezzi consigliati l'aumento delle quotazioni internazionali, assorbendone una quota a proprio carico.
Questa limitazione avverrà a ridosso di un cambio nella fiscalità sui carburanti. Infatti, lo sconto sulle accise del gasolio, comprensivo degli effetti sull'Iva, è stato pari a 12,2 centesimi al litro fino al 25 settembre e dal giorno successivo e fino al 5 ottobre scenderà a 6,1 centesimi. Per misurare la reale portata dello sconto occorre guardare ai dati dell'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, che al 25 settembre indica una media self sulla rete ordinaria di 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio, che salgono in autostrada rispettivamente a 2,247 e 2,421 euro. Il tetto di Enilive risulta quindi inferiore di circa 15,4 centesimi rispetto alla media nazionale self della benzina e di 14,8 centesimi su quella del gasolio, un divario che si allarga a 25,7 e 23,1 centesimi se il confronto è con le medie autostradali.
Intanto il Governo ha convocato per giovedì 8 ottobre, alle 16.30 a Palazzo Piacentini, gli operatori della raffinazione e della produzione di derivati. All'incontro, promosso dal ministro delle Imprese e da quello dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, sono stati invitati, oltre all'Unem, i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, Kpi, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub. L'obiettivo dell’incontro è valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per attenuare gli effetti dello scenario internazionale sulla disponibilità interna.





































































