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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Il greggio corre ma il gasolio lo supera

    • Il Brent ha toccato 108,13 dollari al barile il 14 settembre 2026, il 2,9% in più sulla chiusura precedente di 104,61 dollari e valore massimo degli ultimi quattro mesi, dopo un rialzo superiore al 9% nella settimana precedente. Il Wti si è mantenuto poco sotto 103 dollari, sostenuto dalle tensioni nel Golfo e sul Mar Rosso.
    • Alla pompa italiana il gasolio self service in rete stradale è salito a 2,216 euro al litro, 23 millesimi in più rispetto a venerdì, contro 2,107 euro della benzina. Il servito arriva a 2,340 euro. Il taglio di accisa da 17 centesimi resta in vigore fino al 17 settembre per effetto del Decreto Legge 157/2026.
    • Nel confronto europeo, il 7 settembre l'Italia mostra a 2,14 euro al litro di gasolio, tre centesimi sopra la media UE di 2,107 euro e quasi allineata all'Austria. Restano più convenienti Spagna, Slovenia e Croazia, mentre Francia, Germania, Paesi Bassi e Finlandia superano il livello italiano.

     

    Il prezzo del petrolio continua a crescere, trainato dagli sviluppi in Medio Oriente e soprattutto in questo periodo, dalle azioni degli Houthi, che bloccano sia il transito delle petroliere saudite nello stretto di Bab el-Mandeb, sia quello dell’oleodotto che attraversa l’Arabia Saudita da est a ovest, che è stato colpito da alcuni droni yemeniti. Così Il Brent ha aperto la mattina del 14 settembre 2026 a 108,13 dollari al barile, con un aumento del 2,9% rispetto alla chiusura precedente di 104,61 dollari e poi con un'escursione di giornata fra 106,57 e 108,47 dollari e un massimo che non si vedeva da quattro mesi. Il Wti è rimasto poco sotto 103 dollari.

    L’aumento del greggio arriva dopo una settimana già chiusa con un guadagno superiore al 9%. A spingerlo concorrono tre fattori: il blocco dello Stretto di Hormuz, che l'Iran condiziona a concessioni statunitensi, la stretta delle forze Houthi su Bab el-Mandeb, l'ultima via di esportazione praticabile per il greggio saudita e la chiusura precauzionale dell'oleodotto est-ovest decisa da Riad dopo una serie di attacchi con droni. A ciò si è aggiunto un calo delle scorte statunitensi. E non sembra finita qua, perché Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le proprie stime, indicando la possibilità di un Brent oltre 120 dollari nel 2027 se la produzione del Golfo restasse ai livelli attuali.

    Continua a crescere anche il prezzo del gasolio alla pompa, in misura perfino maggiore. Sempre il 14 settembre, in Italia il gasolio servito raggiunge 2,340 euro al litro, con le compagnie a 2,390 e le pompe bianche a 2,232, mentre sul self service il divario fra i due canali si riduce a 28 millesimi (2,223 contro 2,195). Per tamponare questi aumenti, il Governo ha prorogato al 17 settembre la riduzione dell’accisa sul gasolio di 17 centesimi al litro, portandola a 532,90 euro per mille litri contro i 672,90 euro dell'aliquota ordinaria, e per le imprese di autotrasporto ha ha esteso a settembre anche il credito d'imposta.

    Il confronto europeo colloca l'Italia poco sopra la media, ma dentro un contesto in rapido movimento. Nella settimana rilevata al 7 settembre, la media UE ponderata del gasolio per autotrazione è salita a 2.107,39 euro per mille litri, con un aumento settimanale di 68,24 euro, mentre nell'area euro il valore ha raggiunto 2.137,69 euro, secondo le rilevazioni del Weekly Oil Bulletin della Commissione Europea, pubblicato il 9 settembre), mentre il dato italiano di quella settimana è di 2,14 euro al litro. La differenza più ampia riguarda i mercati periferici e quelli nord-occidentali. Malta mantiene il minimo comunitario con 1,21 euro al litro, in un contesto insulare e di regime di prezzo non comparabile con l'Europa continentale. Fra i Paesi raggiungibili dai corridoi internazionali, la Spagna si ferma a 1,80 euro, l'Ungheria a 1,86, la Slovenia a 1,88, la Croazia e la Slovacchia a 1,91, la Cechia a 1,96 e la Polonia a 1,98. Sopra l'Italia si collocano invece Belgio (2,25), Francia (2,26), Germania (2,33), Danimarca (2,43), Paesi Bassi (2,44) e Finlandia (2,48). L'Austria, a 2,13 euro, è oggi praticamente allineata all'Italia dopo aver registrato il maggiore rialzo settimanale dell'Unione sul gasolio, pari a 133 euro per mille litri.

    Tradotto in termini di rifornimento di un veicolo industriale pesante, su mille litri il differenziale teorico vale circa 340 euro in più rispetto alla Spagna e 230 euro rispetto alla Slovenia, mentre rispetto alla Francia il vantaggio italiano si attesta intorno a 120 euro e rispetto alla Germania a 190 euro. Sono confronti fra medie nazionali al consumo, imposte comprese e bisogna quindi considerare che prezzi della rete autostradale, carte carburante, sconti professionali, accise rimborsabili e vincoli contrattuali modificano il costo effettivo per una flotta, così come deviazioni, pedaggi, tempi di guida e riposo e capacità dei serbatoi incidono sulla convenienza reale di un rifornimento transfrontaliero.

    La pressione sul distillato medio ha cause proprie, che il solo andamento del greggio non spiega. L'Europa è importatrice netta di gasolio da Stati Uniti, India e Medio Oriente e i rischi logistici sulle rotte interessate hanno ristretto i flussi disponibili insieme alle limitazioni sulle raffinerie russe, bombardate dall’Ucraina. Con scorte ridotte e capacità di raffinazione già molto utilizzata, il differenziale fra valore del diesel e del greggio si è allargato. Il cambio aggiunge un ulteriore fattore: il 14 settembre l'euro era indicato a 1,1557 dollari, in calo da 1,1603 di venerdì, e una valuta più debole aumenta il costo di approvvigionamento espresso in euro a parità di quotazione in dollari.

    Per le imprese di autotrasporto italiane ricordiamo restano due scadenze ravvicinate: la piattaforma per le domande di credito d'imposta relative alla maggiore spesa di carburante nel periodo marzo-agosto 2026 chiuderà il 20 settembre (è stata prorogata di cinque giorni), con un beneficio fino al 70% dell’aumento documentato da fatture e calcolato rispetto al prezzo medio di febbraio 2026 e il taglio di accisa in vigore scadrà il 17 settembre.

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