"La pazienza ha un limite e noi l'abbiamo esaurita": con queste parole Salvatore Bella, coordinatore del Comitato Trasportatori Siciliani (Cts), ha lanciato un ultimatum di quindici giorni alla Regione Siciliana e al Governo nazionale, ammonendo che se entro questo termine non ci saranno un incontro e risposte concrete su due vertenze aperte da mesi - il contributo regionale contro il caro-gasolio e la liquidazione della prima annualità del contributo Sea Modal Shift - il comitato si riunirà per fissare la data del fermo del trasporto intermodale in tutti i porti dell'isola.
Le due questioni sul tavolo sono distinte ma connesse. Da un lato c'è il ritardo nell'attuazione del sostegno regionale contro il rincaro del gasolio, promesso dalla Regione ma non ancora tradotto in un provvedimento operativo, dall'altro, la mancata liquidazione - secondo quanto denuncia il Cts - della prima annualità del Sea Modal Shift, il contributo statale al trasferimento modale strada-mare che ha sostituito il Marebonus. Gli interlocutori del comitato sono l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Aricò, per il fascicolo siciliano, e il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, per quello nazionale. Il termine dei quindici giorni non rappresenta però l'avvio automatico di un fermo: trascorso questo termine, il Comitato si riunirà per decidere se proclamare la mobilitazione e fissarne la data. L'iniziativa riguarderebbe tutti i porti siciliani, con effetti soprattutto sulle linee ro-ro e ro-pax e sulle partenze dei semirimorchi non accompagnati. Restano da definire adesione, durata e forme della mobilitazione, oltre alla capacità di terminal e armatori di riorganizzare i flussi in caso di fermo.
In una nota del 16 settembre, Aricò ha confermato l'impegno assunto della Regione con l’autotrasporto e annunciato che il Decreto sui provvedimenti di sostegno sarà pubblicato entro la fine della settimana, dopo alcuni approfondimenti tecnici e amministrativi necessari a garantirne la piena applicabilità ed evitare contestazioni o inefficacia una volta operativo. Aricò si è detto inoltre disponibile a incontrare il Cts per illustrare tempi e modalità di attuazione della misura. Questo provvedimento dovrebbe stanziare 15 milioni di euro per l'autotrasporto, nell'ambito di un pacchetto complessivo da 30 milioni previsto dalla Legge regionale 13/2026 del 28 maggio scorso. Il contributo, a fondo perduto, potrà coprire fino al 70% dei maggiori costi sostenuti dalle imprese tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026, ed è riservato alle aziende di autotrasporto merci conto terzi con sede legale in Sicilia da almeno ventiquattro mesi. Una prima bozza del Decreto attuativo è già stata presentata alla Consulta regionale degli autotrasportatori lo scorso 18 giugno e da allora, secondo il Cts, mancava solo la pubblicazione ufficiale, prima sul sito dell'assessorato e poi sulla Gazzetta ufficiale della Regione.
A livello nazionale, il Sea Modal Shift è regolato per il periodo 2023-2026 dal Decreto interministeriale 166 dell'11 ottobre 2023 e gestito da Ram Spa per conto del ministero dei Trasporti. Prevede un contributo massimo teorico di 30 centesimi di euro per veicolo-chilometro di percorso stradale evitato, ma nella prima annualità della sua applicazione le risorse sono state insufficienti rispetto alle richieste. Il ministero, in una nota del 15 giugno ha comunicato che a fronte di un fabbisogno dichiarato dalle imprese di circa 240 milioni di euro, i fondi disponibili sono stati 52,9 milioni, coprendo solo il 22% delle domande. Il contributo unitario effettivo è quindi sceso a poco più di 6 centesimi per veicolo-chilometro, una riduzione vicina all'80% rispetto al valore teorico.
Non è la prima volta che il Cts minaccia azioni di protesta. Tra il 13 e il 18 aprile 2026, proclamò un fermo di cinque giorni del trasporto intermodale nei porti siciliani, con l'adesione di circa il 90% delle imprese del settore, sulle stesse rivendicazioni di oggi: chiarezza sui criteri di calcolo del Sea Modal Shift, utilizzo dei proventi Ets versati dalle compagnie marittime per finanziare la misura, e una proroga della stessa oltre la scadenza fissata al 2027. Il nuovo ultimatum richiama esplicitamente gli impegni assunti dai governi nazionale e regionale nell'incontro che aveva chiuso quella mobilitazione, impegni che secondo Bella non sarebbero stati ancora rispettati.
Antonio Illariuzzi








































































