Msc ha depositato il 28 luglio luglio 2026 una causa presso il Tribunale federale del Distretto Sud di New York contro CargoLoop, società statunitense specializzata in asta e trasporto di veicoli usati, chiedendo un risarcimento per i danni causati da un incendio scoppiato a bordo della portacontainer Msc Carlotta nel settembre 2023. Secondo la ricostruzione del vettore, il rogo sarebbe stato innescato da un imballaggio inadeguato di alcuni veicoli elettrici usati imbarcati dalla società.
La vicenda risale all'agosto 2023, quando CargoLoop affidò a Msc due container carichi di veicoli elettrici usati e già danneggiati, per un trasporto dalla California alla Lituania. L'età dei veicoli e il relativo codice Imdg risultavano dichiarati correttamente sulla polizza di carico, e Msc aveva accettato la spedizione, a differenza di altri vettori come Acl e Matson, che rifiutano le auto elettriche usate per il rischio di incendio che comportano. Per sfruttare al massimo lo spazio nei container da 40 piedi high-cube, CargoLoop avrebbe utilizzato, secondo quanto contestato da Msc, un sistema di scaffalature in legno per impilare i veicoli, con almeno un'auto posizionata sopra un'altra. Nelle prime ore del 2 settembre 2023, mentre la nave navigava al largo della Baja California, si verificò un'esplosione seguita da un incendio in uno dei due container; le fiamme si propagarono a un secondo container di CargoLoop, anch'esso carico di veicoli elettrici. L'equipaggio riuscì domare il rogo, ma la nave dovette fare scalo in Messico per scaricare, ispezionare e ristivare i due container danneggiati.
Gli investigatori incaricati da Msc collocherebbero l'origine dell'incendio nell'area tra una Tesla Model S del 2018 e una Ford Focus del 2012, quest'ultima stivata sotto la prima: le scaffalature in legno potrebbero aver ceduto durante la navigazione, facendo collassare la Tesla sulla Ford e danneggiandone la batteria. Msc ipotizza in alternativa che uno o più pacchi batteria siano stati danneggiati durante la movimentazione con carrello elevatore, oppure che non sia stata rispettata la procedura di sicurezza che imponeva la disconnessione delle batterie dei veicoli, procedura che, secondo il vettore, sarebbe stata seguita solo su alcuni dei mezzi sopravvissuti nell'altro container.
Con la causa, Msc chiede a CargoLoop un risarcimento complessivo vicino ai 273mila dollari (237mila euro circa). La cifra si compone di quattro voci principali: 60mila dollari per la perizia sull'incendio, altrettanti per i risarcimenti già versati ad altri proprietari di merci danneggiate, 86mila per la movimentazione straordinaria e lo smaltimento, 25mila per la perdita e il danneggiamento dei container, per un totale di circa 230mila dollari. A questi si aggiungono spese legali, interessi e ulteriori 43mila dollari sostenuti in fase di mitigazione pre-contenziosa.
Il caso rientra in una questione strutturale del trasporto marittimo di container. Per il 2025 si contano 218 incendi ed esplosioni a bordo di navi, il secondo dato più alto dell'ultimo decennio pur segnando un calo rispetto ai 250 episodi del 2024, quando gli incidenti crebbero del 20% sull'anno precedente. Lo rileva l'Allianz Safety & Shipping Review 2026. Sulle portacontainer un incendio si registra in media ogni diciassette giorni, mentre sulle navi porta auto la frequenza sale a uno ogni 37 giorni. Le merci pericolose non dichiarate o mal dichiarate restano tra le cause principali individuate dal rapporto.
Le batterie al litio sono diventate uno dei fattori di rischio più seguiti dagli assicuratori marittimi anche al di fuori della dichiarazione formale della merce. Nel caso della Genius Star XI, portarinfuse che nel dicembre 2023 subì due incendi nel Pacifico settentrionale, il National Transportation Safety Board (Ntsb) ha attribuito la causa al cedimento delle cinghie di fissaggio, che ha permesso a 41 unità di sistemi di accumulo a batteria (Bess) di spostarsi durante il maltempo, innescando la fuga termica in tre di esse.
Msc non è nuova a contenziosi legati a incendi di bordo. Nel disastro della Msc Flaminia, costato la vita a tre membri dell'equipaggio nel 2012, il vettore fu inizialmente coinvolto come convenuto insieme ai responsabili del carico, ma i giudici del Distretto Sud di New York lo assolsero da ogni responsabilità, attribuendo la colpa a Stolt-Nielsen e a Deltech rispettivamente per il 45% e il 55%. La ripartizione fu confermata in appello nel luglio 2023, quando Stolt-Nielsen accantonò una prima stima di 155 milioni di dollari (135 milioni di euro circa), poi nel maggio 2024 la società ha raggiunto con Msc un accordo transattivo fino a 290 milioni di dollari (252 milioni di euro circa), riconoscendo una responsabilità parziale nell'incidente.
Antonio Illariuzzi








































































