L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale coordina in qualità di capofila Shieldport, acronimo di Cross-border Cooperation for Smart and Resilient Port Security, il solo progetto interamente dedicato alla protezione informatica delle infrastrutture portuali finanziato nell'ambito del terzo bando del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. La dotazione complessiva è di circa 1,37 milioni di euro, ripartiti fra gli associati del partenariato transfrontaliero. Al porto di Trieste sono assegnati 222mila euro, interamente coperti da fondi europei e nazionali, senza alcun onere per il bilancio dell'Ente. Il partenariato riunisce sette Autorità portuali italiane e croate, coerentemente con la vocazione transfrontaliera del programma, che copre le regioni adriatiche dei due Paesi. L'ente capofila gestisce gli scali di Trieste e Monfalcone come ente pubblico non economico dotato di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria, secondo l'assetto definito dalla legge 84/1994 e successivamente modificato dal decreto legislativo 169/2016.
I 222mila euro destinati a Trieste s'inseriscono in un percorso già avviato. L'Autorità porta avanti sullo stesso fronte altri due progetti europei: Podres, del valore di 1,5 milioni di euro, e Cresport, finanziato con 368.750 euro. Sommando le tre iniziative, le risorse che l'ente sta dedicando alla sicurezza digitale dello scalo giuliano superano complessivamente i 2 milioni di euro. Il meccanismo di finanziamento segue lo schema consueto dei programmi Interreg: cofinanziamento all'80 percento a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e quota nazionale a copertura del restante 20 percento. È questa articolazione a spiegare l'assenza di oneri diretti sui bilanci degli enti portuali beneficiari.
Il Programma Interreg VI-A Italia-Croazia 2021-2027 dispone di una dotazione complessiva compresa fra 216 e 222 milioni di euro, per l'80 percento di provenienza Fesr. Il primo bando risale al dicembre 2022 e distingueva fra progetti standard, con budget compreso fra 500mila e 2,2 milioni di euro, e progetti di piccola scala, fra 165mila e 200mila euro. Il terzo bando, quello che ha selezionato Shieldport, è stato pubblicato il 7 maggio 2025 e riguarda progetti standard e di importo finanziario limitato. Le priorità del programma sono cinque, fra cui la crescita sostenibile dell'economia del mare, il trasporto marittimo multimodale sostenibile e la direzione integrata, con la digitalizzazione come tema trasversale.
Il rafforzamento della resilienza informatica dei porti risponde a un duplice ordine di fattori: l'aumento delle minacce informatiche in uno scenario geopolitico instabile e i nuovi obblighi introdotti dalla direttiva Nis2, che ridefinisce il perimetro degli adempimenti di sicurezza per le infrastrutture critiche, comprese quelle marittime. Il funzionamento quotidiano di un porto dipende ormai da sistemi digitali interconnessi che governano varchi, movimentazione, documentazione doganale e comunicazione fra terminal e vettori.
Il Nord Adriatico non rappresenta un caso isolato. Il porto di Taranto ha ottenuto 772.506 euro per un programma di potenziamento della resilienza informatica dello scalo, mentre il sistema portuale di Genova e Savona ha avviato negli anni scorsi iniziative analoghe. Sul piano comunitario, la Commissione europea ha finanziato il progetto Safedigimar, destinato a rafforzare la sicurezza informatica del settore marittimo in coerenza con la stessa direttiva Nis2.











































































