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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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Mare

  • Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero dal 2 al 9 agosto nel porto di Livorno, dopo l'astensione del 31 luglio di Asa e Giunti Carlo Alberto, per denunciare la mancanza di misure omogenee contro il rischio da calore nelle lavorazioni più esposte.

Autotrasporto

  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Il conflitto del Golfo favorisce le infrastrutture dell’Asia centrale

    Illustrazione: TrasportoEuropa

    Gli scenari di guerra che coinvolgono il Medio Oriente e il Golfo Persico, ma soprattutto la prolungata instabilità che si prefigura in tutta quest’area geografica pongono con forza un interrogativo sul futuro dei trasporti e delle relazioni commerciali. Come in ogni crisi geopolitica, si aprono nuovi scenari che possono promuovere e favorire soluzioni e proposte alternative, rilanciando ipotesi fino a quel momento viste come secondarie. È questo il caso del Corridoio Centrale (Middle Corridor): l’Asia sta diventando sempre più fondamentale, soprattutto alla luce delle sue formidabili risorse energetiche, con i Governi della regione desiderosi di integrarsi nell’economia mondiale. E questo vale sia per il traffico est-ovest sia per quello nord-sud.

    Un esempio è rappresentato dal Kazakistan alla ricerca di un ruolo sempre più significativo per non rimanere stretto tra superpotenze come Cina e Russia. Già nel 2015 il Kazakistan aveva raggiunto un accordo di partenariato con l’Unione Europea che ha portato Bruxelles a diventare il principale partner commerciale. Nell’ottobre 2025 la stessa strada è stata percorsa anche dall’Uzbekistan. Si stima che queste intese abbiano mosso investimenti internazionali per un valore intorno ai venti miliardi di dollari in Asia centrale.

    Anche se è azzardato fare previsioni a lungo termine, si può osservare come prima della guerra in Ucraina si potevano conteggiare 20mila teu in transito nella regione, saliti a 100mila teu nel 2025 con previsioni di raggiungere, se non superare, 800mila teu entro il 2040. Neppure l’Azerbaijan sembra restare alla finestra. Finora il flusso delle merci è stato soprattutto di transito da ovest, quindi dalla Cina verso l’Europa, ma le prospettive sono quelle di un riequilibrio in tutte le direzioni.

    Dal punto di vista delle infrastrutture, una delle iniziative più significative messe in atto coinvolge l’operatore ferroviario statale del Kazakistan impegnato nella costruzione della variante lunga 130 chilometri di Almaty, nodo centrale per le relazioni anche con il vicino Kirghizistan. Finanziata con il contributo di fondi internazionali, l’opera consentirà relazioni più veloci ed efficienti e migliorerà il flusso delle merci lungo il Corridoio internazionale di trasporto Trans-Caspico, noto anche come Middle Corridor.

    Secondo alcune fonti d’agenzia internazionali, le ferrovie kazake Ktz potrebbero entro quest’anno lanciare un’offerta pubblica per arrivare alla quotazione in Borsa, anche perché i presupposti ci sono tutti, in quanto il volume di merci sulla rotta Cina-Kazakistan-Turkmenistas in breve tempo è quadruplicato. A febbraio 2026 c’è stata anche una spedizione pilota multimodale, ferrovia più vie marittime, di riso verso il porto di Anversa in Belgio con costi di spedizione competitivi rispetto al Northern Corridor.

    Le notizie si susseguono praticamente di giorno in giorno: la Banca Mondiale ha approvato una garanzia di finanziamento per 846 milioni di dollari che favoriranno investimenti anche privati per un ammontare complessivo di oltre 1,4 miliardi di dollari. L’obiettivo è quello di favorire la costruzione di un’altra infrastruttura ferroviaria kazaka di oltre 300 chilometri tra Moyynty e Kyzylzhar verso la Cina. Ma non è finita, perché Kazakistan e Uzbekistan hanno firmato un contratto per realizzare un moderno centro logistico multifunzionale nella capitale uzbeka, Tashkent, strategica perché al confine tra i due Paesi. Si prevede la costruzione di infrastrutture ferroviarie e un terminal container, la cui prima fase sarà operativa già nel 2027.

    Piermario Curti Sacchi

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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