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  • Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Due pistole con i colpi inseriti, un revolver con matricola abrasa e cartucce sono stati sequestrati dai Carabinieri di Nesima nel piazzale di una ditta di autotrasporti. Il 27enne che aveva le chiavi del lucchetto è stato arrestato per detenzione illegale di armi e di arma clandestina.

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    Suardiaz amplia la flotta delle car carrier con RS Atlantico

    La nuova nave car carrier da 5.500 auto RS Atlantico della Suardiaz è partita dalla Cina ed è la prima di due car carrier a doppia alimentazione per il gruppo spagnolo. Arrivo previsto nell'ultimo trimestre 2026, la seconda unità a metà 2027.

    Altri indennizzi all’autotrasporto nel decreto Genova


    Alla fine l'unico modo per sbloccare l'annosa questione dei rimborsi chiesti dagli autotrasportatori per gli extra-costi derivanti dalle inefficienze dei terminal portuali sarà l'utilizzo dei fondi pubblici previsti dal Decreto Genova dopo il crollo del viadotto Morandi. È questo, infatti, lo schema pensato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale dopo che all'inizio del 2019, ad accordo quasi raggiunto fra le associazioni rappresentative degli operatori portuali, i terminalisti portuali avevano fatto saltare il banco non firmando un testo che avrebbe imposto ai gestori delle banchine l'onere di rimborsare gli extra-costi patiti dai camion. Come si legge nella comunicazione inviata dall'Autorità portuale genovese a Roma per ottenere il benestare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l'idea è inglobare gli indennizzi per le inefficienza dei terminal con le richieste di ristoro avanzate dagli autotrasportatori a seguito del crollo del viadotto Morandi (previste dall'art.5 comma 3 della legge 130/2018 e dal successivo Decreto del MIT 555).
    "Il provvedimento – è scritto - prevede in particolare l'introduzione di un sistema di puntuale rilevazione e monitoraggio dei tempi di ingresso e di uscita dei mezzi commerciali dai bacini portuali dello scalo genovese da utilizzare per le procedure di ristoro delle maggiori spese che gli autotrasportatori affrontano in relazione all'ingresso/uscita dalle aree portuali. Il periodo intercorso dal crollo del viadotto Morandi ha infatti evidenziato un generale e grave appesantimento dell'operatività portuale. I maggiori tempi di sosta nelle aree portuali, in quanto inseriti all'interno delle più generali difficoltà di avvicinamento al porto, assumono uno specifico rilievo per la quantificazione delle maggiori spese sostenute per la riorganizzazione dei servizi di trasporto riferiti al nodo logistico genovese". In verità, la questione delle lunghe ore di attesa e degli extra-costi presso alcuni terminal portuali (Vte e Sech in particolare) vengono denunciate dai sindacati degli autisti e dalle associazioni datoriali da molto tempo prima che crollasse il viadotto Morandi.
    La comunicazione firmata dal presidente dell'ASP, Paolo Emilio Signorini, e indirizzata al dicastero romano afferma però che "il provvedimento, nel prendere in esame le difficoltà operative che incontrano le imprese di autotrasporto, tiene altresì conto dell'esigenza di una tempestiva introduzione degli aumenti delle organizzazione generale del porto necessari a conseguire una migliore pianificazione degli arrivi presso le infrastrutture e impianti portuali e ritenuti comunque essenziali per mitigare gli effetti della grave situazione di deficit infrastrutturale venutasi a determinare". Il sistema di indennizzi all'autotrasporto, dunque, secondo l'Autorità portuale entra nel più ampio progetto di efficientamento che Genova intende perseguire con E-Bridge.
    Se da Roma arriverà il via libera, l'Autorità portuale genovese, nell'ambito del proprio Port Community System, svilupperà un sistema di rilevazione e certificazione delle fasi di ingresso e uscita dal porto dei mezzi stradali iniziando dal bacino portuale di Prà e considerando una sorta di "franchigia" sui tempi d'attesa di un'ora e mezza per ogni viaggio. "Al fine di poter corrispondere al ristoro degli oneri connessi a tempi di sosta superiori a quanto indicato viene riservata una quota delle risorse (80 milioni nel 2019 e altrettanti nel 2020, ndr) che si renderanno disponibili ai sensi dell'articolo 1, comma 1019, della legge 145/2018", è scritto nella comunicazione che Palazzo San Giorgio ha spedito a Porta Pia.

    Nicola Capuzzo

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