Hupac riattiva Busto Barcellona
Hupac riattiverà dal 9 novembre 2026 il collegamento ferroviario intermodale tra Busto Arsizio/Gallarate e Barcellona, con tre viaggi di andata e ritorno alla settimana. Il servizio potenzierà i collegamenti ferroviari per il trasporto merci tra Italia e Spagna, utilizzando il nuovo terminal Barcelona Combiconnect come nodo di accesso alla rete spagnola. Da Barcellona saranno disponibili connessioni verso alcune delle principali destinazioni interne indicate dall’operatore: Tarragona, Madrid e Siviglia. La riapertura della relazione consentirà quindi di ampliare la copertura del mercato spagnolo attraverso l’integrazione tra il collegamento internazionale e i servizi verso le destinazioni nazionali. Secondo Hupac, il nuovo assetto permetterà di aumentare la frequenza e le possibilità di collegamento offerte agli operatori.
Su strada i Super Ecocombi
Nei Paesi Bassi prosegue il progetto per sperimentare su strada pubblica il Super Ecocombi, complesso di circa 32 metri formato da un trattore e due semirimorchi standard collegati da un carrello. La prova preliminare non risulta ancora avviata e resta subordinata ai controlli tecnici e alle deroghe della Rdw. Il limite di massa previsto per questa fase è stato ridotto da 72 a 64 tonnellate. Il percorso individuato collega Rotterdam, Moerdijk e Venlo, mentre le verifiche tecniche preliminari si svolgono sulla pista della Rdw a Lelystad. Per le prime percorrenze è previsto anche un servizio di scorta, richiesto nell’ambito delle valutazioni sulla sicurezza. Il programma servirà a raccogliere dati sul comportamento del complesso e sulle interazioni con gli altri utenti della strada. Il progetto ha subito un rinvio rispetto al calendario iniziale, che prevedeva una prima prova entro la fine del 2025. In caso di esito positivo, un progetto pilota con più veicoli è previsto per l’estate 2027. Per questa fase sono allo studio configurazioni da 72 e 57,5 tonnellate, che non corrispondono però ai limiti della prova preliminare. L’obiettivo di lungo periodo è valutare l’impiego dei complessi più lunghi nel trasporto merci, mentre nelle informazioni disponibili non risulta ancora un’autorizzazione alla loro circolazione ordinaria.
Chiude a novembre la Betuweroute
Dal 9 al 16 novembre 2026 sarà interrotto il collegamento ferroviario diretto della Betuweroute con la Germania per una nuova fase dei lavori sulla tratta Emmerich–Oberhausen. La chiusura riguarda il proseguimento tedesco della linea merci olandese e rientra nel programma di ampliamento dell’infrastruttura da due a tre binari. Durante l’interruzione sono previsti interventi su ponti e passaggi a livello a Oberhausen ed Emmerich. La nuova finestra di lavori segue la fase intensiva durata da novembre 2024 a maggio 2026, caratterizzata da periodi di riduzione o sospensione della circolazione. In questa fase sono stati costruiti 17,5 chilometri di binario e installati 25,5 chilometri di linea aerea, oltre alla realizzazione di nove chilometri di barriere antirumore. Sono stati inoltre ampliati o ricostruiti 21 ponti ed eliminati cinque passaggi a livello. L’interruzione di novembre avrà conseguenze anche sui servizi passeggeri regionali e renderà indisponibile il collegamento merci diretto attraverso il confine. Per il traffico ferroviario merci, gli itinerari alternativi documentati passano attraverso Venlo e Oldenzaal–Bad Bentheim, dove durante le chiusure complete la domanda può superare la capacità disponibile. La tratta Emmerich–Oberhausen costituisce il proseguimento tedesco dell’asse ferroviario Rotterdam–Genova e rappresenta quindi un’infrastruttura rilevante anche per i traffici diretti verso Svizzera e Italia.
Spagna potenzia accessi portuali
La Spagna ha programmato 60 interventi per migliorare i collegamenti terrestri dei porti, per un valore complessivo di 1,93 miliardi di euro, nell’ambito del Fondo per l’accessibilità terrestre portuale. Il programma comprende 43 interventi ferroviari e 17 stradali, con un contributo degli organismi pubblici portuali pari a 875,1 milioni di euro. Una parte rilevante riguarda 16 accordi con Adif relativi a opere per 1,1936 miliardi, ai quali il sistema portuale contribuisce con 457,6 milioni. Gli interventi sono distribuiti tra 21 progetti per l’ultimo miglio, 25 sulla rete generale di trasporto e 14 nelle terminali. Alcune opere risultano già concluse, tra cui gli interventi a Lezo, Escombreras, Sagunto, La Cabezuela e nella terminale intermodale di Marchamalo. Altri cantieri interessano l’accesso ferroviario al porto esterno di Ferrol, la linea Algeciras–Bobadilla e i nuovi collegamenti ferroviari dei porti di Siviglia e Castellón. Sulla Algeciras–Bobadilla sono previsti interventi sui binari, elettrificazione e ampliamento degli incroci, anche in relazione alla futura autostrada ferroviaria Algeciras–Saragozza. Il programma consente al sistema portuale di finanziare anche infrastrutture esterne ai porti quando risultano funzionali all’accessibilità e al trasporto intermodale. I 1,1936 miliardi associati agli accordi con Adif rappresentano il valore degli interventi e non un nuovo finanziamento interamente stanziato dai porti.
Russia potenzia il Corridoio transartico
La Russia ha inserito oltre 300 progetti, per 36mila miliardi di rubli, nel programma destinato a sviluppare il Corridoio transartico e creare una capacità di trasporto fino a 150 milioni di tonnellate di merci all’anno. Il piano integra porti, ferrovie, produzione energetica e nuovi insediamenti industriali, collegando la navigazione artica alle infrastrutture terrestri e ai poli produttivi del Nord russo. Tra gli interventi ci sono lo sviluppo dei porti di Arkhangelsk e Nayba, il potenziamento dell’hub di Murmansk e la Ferrovia latitudinale settentrionale, ai quali viene attribuita una capacità potenziale complessiva di circa 100 milioni di tonnellate. Sul fronte energetico, entro il 2035 dovrebbero essere aggiunti circa 1,4 Gw alle reti elettriche artiche, portando a 5,6 Gw la capacità delle principali infrastrutture regionali, mentre altri 3,5 Gw dovrebbero essere realizzati direttamente dagli investitori. Mosca punta così a generare lungo il corridoio i carichi necessari attraverso attività minerarie, manifatturiere ed energetiche. Nel 2025 tra porti russi e cinesi sarebbero state trasportate 5,4 milioni di tonnellate con 23 viaggi container, mentre per il 2026 sono previste oltre 30 traversate. La crescita dei traffici dipenderà tuttavia dalla disponibilità dei finanziamenti necessari a trasformare i progetti in cantieri e infrastrutture operative. Restano inoltre determinanti la disponibilità di rompighiaccio e navi adatte, i servizi di soccorso e la presenza di carichi regolari.








































































