Un consorzio composto da Advent International, FedEx, A&R Investments e Ppf Group ha ottenuto il 18 agosto l’approvazione antitrust della Commissione Europea per acquisire InPost, il gruppo polacco specializzato nella consegna tramite armadi automatici. L'operazione, valutata circa 7,8 miliardi di euro resta però ancora condizionata al raggiungimento della soglia minima di adesione azionaria e all'autorizzazione della Vietnam Competition Commission. Il progetto, annunciato il 9 febbraio 2026, prevede alla chiusura una struttura proprietaria ripartita tra Advent e FedEx al 37% ciascuno, A&R Investments al 16% e Ppf al 10%. Il prezzo concordato è di 15,60 euro per azione, pari a un premio del 50-53% rispetto alla quotazione precedente l'annuncio. L'offerente, il veicolo Iris Lux Bidco, ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto aperta il 26 maggio e successivamente prorogata al 18 settembre, proprio per attendere le autorizzazioni antitrust ancora pendenti a Bruxelles e Hanoi.
L'esito dell'offerta dipende dalla soglia di adesione raggiunta dagli azionisti: sotto l'80% l'operazione decade, salvo ulteriori proroghe o rinunce da parte del consorzio, tra l'80 e il 95% entra in vigore una scissione e liquidazione societaria per rilevare le quote restanti e oltre il 95% si attiva invece un meccanismo di riscatto forzoso delle azioni dei soci di minoranza non aderenti, noto come squeeze-out. In ogni caso, l'esito finale previsto è l'uscita d’InPost dal listino di Euronext Amsterdam. All'apertura dell'offerta il 48% del capitale era già vincolato da impegni irrevocabili di adesione, mentre i Consigli di amministrazione d’InPost hanno raccomandato all'unanimità l'accettazione ai soci.
Dopo il via libera dell'Unione Europea, l'unica autorizzazione ancora mancante è quella della Vietnam Competition Commission, attesa entro l'8 settembre nonostante InPost non operi nel Paese. Infatti, la notifica rientra negli obblighi multi-giurisdizionali tipici delle grandi operazioni transfrontaliere. Con il semaforo verde di Hanoi, atteso prima della scadenza del 18 settembre, il consorzio avrebbe a quel punto una decina di giorni per consolidare le adesioni azionarie prima della chiusura dell'offerta.
InPost gestisce la più estesa rete europea di consegna tramite armadi automatici e opera soprattutto in Polonia, Italia, Portogallo e Spagna, oltre che in Francia, Regno Unito e area Benelux. Al termine dell'operazione la società dovrebbe mantenere la sede in Polonia, il proprio marchio e la guida del fondatore e amministratore delegato Rafał Brzoska, che detiene già una partecipazione diretta nel consorzio acquirente tramite A&R Investments. Brzoska ha motivato la cessione con la possibilità di sfruttare l'esperienza, la stabilità finanziaria e le risorse del consorzio per accelerare l'espansione europea d’InPost, in un mercato sostenuto dalla crescita del commercio elettronico e dalla domanda di consegne più sostenibili. Per ragioni antitrust, FedEx e InPost continueranno comunque a operare con rapporti commerciali regolati in piena autonomia reciproca, senza un'integrazione operativa immediata delle rispettive reti.
Per Advent si tratterebbe di un secondo passaggio nella storia societaria d’InPost: il fondo di private equity aveva già ristrutturato l'azienda anni fa, quando ne seguì l'uscita dalla Borsa di Varsavia prima della successiva quotazione ad Amsterdam. Il calendario indicato dal consorzio prevede il completamento dell'operazione tra la fine di settembre e i primi mesi dell'autunno, coerente con la tempistica comunicata al momento dell'annuncio di febbraio.
Antonio Illariuzzi







































































