Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero nel porto di Livorno dal 2 al 9 agosto 2026, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolgerà le società e le cooperative operanti nello scalo e che riguarderà in particolare le lavorazioni svolte nelle ore centrali della giornata nelle stive, sulle banchine e a bordo delle navi, dove l'esposizione diretta al sole rende più acuto il rischio da stress termico. La decisione arriva a poche ore dall'astensione dal lavoro dei dipendenti di Asa e Giunti Carlo Alberto, che il 31 luglio hanno interrotto le lavorazioni per protestare contro l'esposizione alle temperature estreme. Un'iniziativa maturata al di fuori delle procedure previste dalla Legge 146/1990 sull'esercizio del diritto di sciopero, ma che Usb Livorno ha definito "pienamente legittima", avvertendo le aziende che la partecipazione dei lavoratori non potrà essere contestata come assenza ingiustificata.
La vicenda si trascina da settimane. Il 22 giugno l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale inviò alle imprese del porto una "safety letter" sui rischi legati al caldo, mentre a fine maggio era già entrata in vigore un'ordinanza della Regione Toscana a tutela dei lavoratori esposti alle temperature elevate. Il confronto istituzionale si è però svolto solo il 14 luglio, con la convocazione, giudicata tardiva da Usb, del Tavolo di Igiene e Sicurezza: in quella sede l'Autorità portuale comunicò che, su 19 imprese portuali, 15 non avevano ancora trasmesso gli aggiornamenti dei Duvri relativi al rischio da calore, benché richiesti da circa due mesi. Otto giorni dopo, il 22 luglio, Usb proclamò formalmente lo stato di agitazione in tutto il porto.
Il sindacato segnala carichi di lavoro che definisce insostenibili: oltre 2.400 ore di straordinario in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e turni di reperibilità che, per i dipendenti di Asa e Giunti Carlo Alberto, supererebbero i limiti contrattuali. A questo si aggiunge, secondo Usb, l'impiego nelle lavorazioni più gravose - in stiva, sulle banchine, a bordo delle navi - di personale neoassunto o con contratti a termine, meno nelle condizioni di opporsi a ritmi e carichi ritenuti pericolosi. L’Autorità portuale respinge le accuse di inerzia e rivendica l'avvio di una campagna di controlli sulle imprese, con richiesta della documentazione di valutazione dei rischi, pur ammettendo di non disporre di un potere sanzionatorio diretto sui trasgressori. La dirigente sicurezza dell'ente, Cinthia De Luca, ha inoltre precisato che l'ordinanza regionale non impone automaticamente la sospensione delle attività nelle ore più calde, lasciando alle singole aziende margini di valutazione che Usb considera insufficienti .Usb Mare e Porti Livorno ha chiesto un nuovo incontro urgente al presidente dell'Asp del Mar Tirreno Settentrionale.
Antonio Illariuzzi











































































