Il governatore del Tirolo, Anton Mattle, ha risposto con una netta chiusura alle conclusioni con cui l'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, pubblicate il 16 luglio 2026, giudicano incompatibili con il diritto UE tre delle quattro restrizioni tirolesi al traffico pesante sulle autostrade del Brennero. "Tirol gibt beim Transit nicht nach" ("Il Tirolo non arretra sul transito"), ha dichiarato Mattle secondo l'agenzia di stampa tedesca Dpa, aggiungendo che spetterà ora ai giudici della Corte decidere se privilegiare la salute della popolazione o gli interessi degli autotrasportatori. Il Land, ha proseguito, continuerà a utilizzare tutti i mezzi a disposizione per proteggere i residenti dal traffico di transito eccessivo.
Vienna e Innsbruck avevano già difeso le misure nell'udienza orale della primavera 2026, richiamando il carico ambientale e la sicurezza stradale: senza le restrizioni tirolesi, secondo la posizione austriaca, l'inquinamento aumenterebbe e la sicurezza del traffico non potrebbe essere garantita. Anche l'eurodeputata tirolese Barbara Thaler (Övp), vice-portavoce Trasporti del Partito Popolare Europeo, ha invitato ad attendere la sentenza definitiva prima di trarre conclusioni. Le conclusioni dell'avvocato generale, ha precisato, restano una "Einzelmeinung", ossia l'opinione individuale di un giurista spagnolo, e non sono vincolanti per i giudici della Corte.
Il Governo regionale tirolese, secondo quanto riportato dalla stampa austriaca, starebbe valutando tutti gli scenari possibili in vista della sentenza, senza escludere aggiustamenti su singole misure. Esclude però categoricamente un ritiro dalla politica di transito di fondo. Non è la prima bocciatura per l'Austria in materia: il Tirolo era già stato condannato altre due volte dalla Corte di Giustizia per restrizioni giudicate illegittime alla libera circolazione delle merci. L'eurodeputato tedesco della Csu, Markus Ferber, ha definito le nuove conclusioni "un ulteriore colpo di avvertimento" per la politica dei trasporti tirolese e austriaca. La sentenza definitiva della Corte di giustizia è attesa non prima dell'autunno 2026 e se i giudici accertassero la violazione, l'Austria sarebbe tenuta ad adeguarsi senza indugio, pena l'eventuale richiesta di sanzioni finanziarie da parte della Commissione Europea.
P.R.








































































