Un autotrasportatore italiano di 73 anni è stato fermato mercoledì 22 luglio 2026 nel Tennengau, distretto della provincia austriaca di Salisburgo, mentre guidava un autotreno immatricolato in Germania con la carta conducente rilasciata al figlio inserita nel cronotachigrafo digitale. Non solo: l'esame delle registrazioni ha portato gli agenti a contestargli 59 violazioni delle norme sui tempi di guida e di riposo. L'uomo ha ammesso i fatti durante l'interrogatorio ed è stato segnalato alla Procura di Salisburgo e all'autorità amministrativa distrettuale di Hallein. Il meccanismo è ormai noto. Inserendo la carta conducente del figlio, il settantatreenne avrebbe attribuito a un'altra persona le proprie ore al volante, azzerando sulla carta gli sforamenti dei limiti giornalieri e settimanali. A far emergere la discrepanza è stato il confronto incrociato fra i dati memorizzati nell'unità di bordo e l'identità di chi si trovava effettivamente alla guida, verifica ormai normale nei controlli su strada austriaci. Le contestazioni riguardano sia il superamento delle durate massime di guida, sia il mancato rispetto delle interruzioni obbligatorie.
Il Tennengau è un'area di controlli intensi sui veicoli industriali. Vi passa la Tauernautobahn A10, l'asse che convoglia il traffico merci nord-sud verso il valico del Tarvisio e il Brennero alternativo, e vi si trova la stazione di controllo di Kuchl, dove le pattuglie della polizia di Salisburgo effettuano verifiche mirate sui veicoli industriali. Il giorno prima del fermo del camionista italiano, sempre a Kuchl, i controllori avevano accertato che un conducente slovacco aveva guidato in 26 distinti periodi senza alcuna carta inserita, contestandogli 34 infrazioni oltre alla falsificazione di un mezzo di prova. Nello stesso distretto, in un precedente controllo, un conducente austriaco di 45 anni venne fermato con una carta non propria e altre 37 violazioni delle norme sociali, mentre un altro caso si era chiuso con 133 segnalazioni all'autorità distrettuale.
In questi casi, il fascicolo segue il doppio canale che l'ordinamento austriaco riserva alle violazioni gravi delle norme sociali nel trasporto merci: quello penale, con la segnalazione alla Procura di Salisburgo, e quello amministrativo, con la denuncia alla Bezirkshauptmannschaft di Hallein, competente per l'irrogazione delle sanzioni. In vicende analoghe trattate nello stesso distretto l'ipotesi di reato contestata è stata la falsificazione di un mezzo di prova, ma per il conducente italiano le fonti non precisano il capo d'imputazione, che resta comunque a carico di persona non giudicata in via definitiva. Sul versante amministrativo il paragrafo 134 del Kraftfahrgesetz, la Legge austriaca sulla circolazione dei veicoli a motore, prevede sanzioni pecuniarie fino a 5mila euro con detenzione sostitutiva fino a sei settimane in caso di mancato pagamento, e consente di punire anche le infrazioni commesse fuori dal territorio nazionale quando siano accertate durante un controllo in Austria.







































































