Mediterranean Shipping Company, tramite il proprio fondatore e presidente Gianluigi Aponte, sarebbe in contatto con i principali azionisti di Hapag-Lloyd per valutare l'acquisto di una quota nel capitale della compagnia tedesca. La notizia, riportata da Manager Magazin e ripresa da Reuters il 17 giugno 2026, indica che i tentativi di Aponte sarebbero stati finora respinti dal nucleo di soci che controlla la maggioranza assoluta del capitale e dei diritti di voto della compagnia. Né Msc né Hapag-Lloyd hanno commentato ufficialmente le indiscrezioni.
Non sono stati resi noti né l'entità della quota che Msc avrebbe in mente di acquisire, né un eventuale valore dell'operazione: secondo le fonti citate, l'ipotesi resta allo stadio di sondaggio preliminare, senza che sia stata formalizzata alcuna proposta vincolante. Resta inoltre da chiarire se l'obiettivo di Aponte sia una partecipazione di minoranza priva di diritti di governance, l'acquisizione di un blocco con potere di veto, oppure un primo passo verso un coinvolgimento più ampio nella compagnia.
Gli azionisti di riferimento di Hapag-Lloyd sono legati da un patto che concentra nelle loro mani la maggioranza assoluta del capitale e dei diritti di voto, riducendo il flottante storicamente sotto il 10 percento e, nel 2019, a meno del 9 percento dopo un incremento delle quote dei soci principali; analisi più recenti indicano un flottante ormai nell’ordine di pochi punti percentuali (circa il 3-4 percento). Nel 2024 Csav e Kühne Maritime hanno prorogato in anticipo il loro accordo di lungo periodo fino al 31 dicembre 2030, rafforzando di fatto il controllo stabile sulla compagnia; Hgv (città di Amburgo), Qatar Investment Authority e il Public Investment Fund saudita restano comunque azionisti di riferimento con partecipazioni significative. Sono scelte che rendono più complesso per un soggetto esterno come Msc ottenere rapidamente una posizione di influenza.
L'interesse di Msc va letto nel quadro della riorganizzazione delle grandi alleanze armatoriali. Il gruppo guidato da Aponte è già il primo vettore container al mondo per capacità e dal 2025 ha scelto di operare fuori dalle principali alleanze, dopo la fine della 2M siglata con Maersk, dichiarando l'intenzione di procedere in autonomia sulle rotte intercontinentali. Hapag-Lloyd, invece ha virato verso una collaborazione stretta con Maersk nel nuovo consorzio Gemini, con un assetto che attribuisce il 60 percento della capacità a Maersk e il 40 percento a Hapag-Lloyd, ridimensionando di fatto The Alliance e riorganizzando le rotte principali, in particolare sulla direttrice Far East-Europa. In questo contesto, un'eventuale partecipazione in Hapag-Lloyd darebbe a Msc una leva strategica su un concorrente diretto ormai legato a Maersk, oltre a un accesso indiretto a reti e mercati in cui il vettore tedesco è forte, come la Germania, il Nord Europa e i traffici latinoamericani.
Le due compagnie si sono già confrontate sugli stessi obiettivi: secondo fonti israeliane, Msc avrebbe presentato un'offerta per Zim, ponendosi in concorrenza diretta con Hapag-Lloyd, indicata a sua volta come potenziale acquirente del vettore israeliano. Hapag-Lloyd, dal canto suo, ha consolidato negli anni la propria posizione con operazioni come la fusione con Uasc, che ha rafforzato il peso degli azionisti arabi nella compagine societaria e la presenza del gruppo sulle rotte tra Medio Oriente ed Europa. Lo schema che ne emerge è quello di due compagnie che si ritrovano spesso sugli stessi obiettivi, e un ingresso di Msc nel capitale di Hapag-Lloyd potrebbe trasformare un rapporto finora competitivo in una relazione più ambigua, con possibili tensioni rispetto alle alleanze operative già in essere.
Le resistenze opposte fin qui dagli azionisti di riferimento di Hapag-Lloyd sono coerenti con la logica del patto di lungo periodo, che mira a preservare il controllo cileno e tedesco della compagnia e la stabilità appena ribadita con la proroga al 2030. Un ingresso di Msc, guidata da un concorrente diretto già dominante in termini di capacità, potrebbe essere percepito come una minaccia all'indipendenza strategica di Hapag-Lloyd e alla collaborazione avviata con Maersk attraverso Gemini. La presenza di investitori pubblici, tra cui la città di Amburgo e i fondi sovrani del Golfo, rende inoltre probabile che un'eventuale operazione concreta sarebbe sottoposta a un esame regolatorio e geopolitico approfondito, in un contesto già teso per le rotte attraverso il Mar Rosso e lo stretto di Hormuz.
M.L.









































































