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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    Il Land austriaco del Tirolo ha pubblicato ad agosto 2026 le date del primo trimestre 2027 per la regolazione del traffico dei veicoli industriali sull’autostrada A12 a Kufstein Nord, in ingresso dal confine tedesco verso Innsbruck e il Brennero.

    La Difesa israeliana frena la cessione di Zim

    Foto: Zim

    Il ministero della Difesa israeliano ha bocciato, nella forma attualmente proposta, la cessione di Zim Integrated Shipping Services a Hapag-Lloyd, l'operazione da 4,2 miliardi di dollari (circa 3,7 miliardi di euro) che prevede il passaggio delle attività internazionali della compagnia container israeliana al vettore tedesco. Il parere contrario, formalizzato dal ministro Israel Katz sulla base delle valutazioni dei propri tecnici, blocca di fatto la procedura d’approvazione dello Stato israeliano, che mantiene su Zim una golden share ereditata dalla privatizzazione degli anni Novanta.

    L'accordo, annunciato a metà febbraio e approvato a larga maggioranza dagli azionisti di Zim, prevede l'uscita della compagnia dal listino di Wall Street e la creazione di una nuova entità, denominata New Zim, destinata a restare sotto controllo israeliano attraverso il fondo Fimi Opportunity Funds e lo Stato. Hapag-Lloyd rileverebbe la rete internazionale, mentre New Zim assorbirebbe le attività considerate strategiche per la sicurezza nazionale, secondo l'architettura pensata per soddisfare gli obblighi legati alla golden share.

    Per gli apparati della Difesa, New Zim avrebbe un profilo operativo troppo limitato, con collegamenti insufficienti verso Stati Uniti ed Estremo Oriente, le rotte considerate cruciali in eventuali scenari di crisi. Il timore, riferito dalla stampa economica israeliana, è che lo Stato perda la capacità di garantire in autonomia i collegamenti marittimi essenziali qualora un conflitto o un blocco logistico richiedesse un intervento diretto. Complicare il quadro l'azionariato di Hapag-Lloyd, che include investitori istituzionali del Qatar e dell'Arabia Saudita: una presenza che alimenta preoccupazioni legate a possibili pressioni in caso di tensioni regionali. Il sindaco di Haifa e alcuni membri della Knesset hanno espresso pubblicamente perplessità analoghe, temendo una riduzione del controllo israeliano sulle infrastrutture portuali e sui flussi marittimi strategici.

    Alle obiezioni della Difesa si sono aggiunte, tra maggio e giugno, quelle dei ministeri dell'Agricoltura, dell'Economia e dei Trasporti e dell'Autorità marittima israeliana. Il punto di svolta è arrivato tra il 4 e il 7 luglio, quando Katz ha reso pubblico il proprio parere e il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato in riunione di governo che la vendita di Zim "non è al momento all'ordine del giorno". Il meccanismo della golden share non equivale, dal punto di vista formale, a un veto definitivo: consente allo Stato di condizionare o rinviare operazioni ritenute rilevanti per la sicurezza nazionale, ma lascia aperta la strada a una rinegoziazione dei termini. L'operazione resta dunque sospesa a un'approvazione regolatoria che, allo stato attuale, il governo israeliano non ha concesso. Zim, in un aggiornamento del 6 luglio, ha chiarito di continuare a operare in linea con l'accordo di fusione, precisando di procedere "in collaborazione con le autorità competenti durante l'iter di revisione regolatoria".

    Antonio Illariuzzi

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