Cma Cgm ha siglato a maggio 2026 un accordo quadro con il Governo del Kenya per investire circa 700 milioni di euro nella modernizzazione e nell'espansione del terminal container del porto di Mombasa. L'intesa è stata sottoscritta a margine dell'Africa Forward Summit di Nairobi e prevede la costituzione di una joint-venture tra il gruppo armatoriale francese e le autorità keniote, con l'obiettivo di sviluppare e finanziare le nuove infrastrutture portuali e logistiche dello scalo. L'investimento è destinato a modernizzare le infrastrutture e le attrezzature del terminal, aumentare la capacità di movimentazione e adeguare le banchine all'accosto di portacontainer di nuova generazione. Oltre a ridurre i tempi di sosta in rada e in banchina, con effetti positivi sulla fluidità dei corridoi logistici verso i Paesi senza sbocco al mare che gravitano su Mombasa, questo potenziamento servirà anche agli esportatori di prodotti deperibili della regione perché ridurrà i rischi di deterioramento delle merci sensibili, come l'ortofrutta fresca.
Il porto keniota è il principale scalo dell'Africa orientale e collega oltre 80 porti globali con i mercati dell'entroterra di Uganda, Ruanda, Burundi, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan, fungendo da porta d'accesso per container, petrolio e cereali. Per il Kenya, l'operazione risponde anche a una pressione competitiva precisa: le autorità del Paese vedono nell'ingresso di Cma Cgm una leva per difendere e rafforzare la posizione di Mombasa rispetto alla crescita del porto di Dar es Salaam in Tanzania, con cui lo scalo keniota compete per i volumi destinati all'entroterra regionale.
L'accordo s'inserisce in una strategia africana più ampia del gruppo di Marsiglia, che sta costruendo una rete integrata di assetti logistici nel continente. Tra i nodi già presenti nel portafoglio di Cma Cgm figura il Lekki Deep Sea Port in Nigeria, pilastro della sua presenza nel Golfo di Guinea. A questa rete s'aggiunge la recente decisione del gruppo di aprire un ufficio regionale africano ad Abidjan, segnale che l'Africa è gestita come mercato strategico unitario e non come somma di singoli Paesi. L'accordo su Mombasa è stato annunciato durante la visita del presidente francese Emmanuel Macron in Kenya ed è letto da diversi analisti in termini più generali come parte della nuova strategia di Parigi nel continente, con Nairobi come uno dei principali punti d'appoggio nell'Africa orientale.
L’Europa sta cercando di estendere la sua presenza nelle infrastrutture di trasporto africane, anche per contrastare la presenza cinese in altri scali del continente, in un confronto che investe sia le rotte commerciali, sia le dinamiche geopolitiche regionali. Per gli altri operatori, terminalisti e vettori, il rafforzamento di Mombasa potrebbe spostare volumi sui principali traffici verso i mercati dell'entroterra, modificando gli equilibri rispetto a Dar es Salaam e agli scali del Corno d'Africa.
Antonio Illariuzzi









































































