Rodolphe Saadé, presidente e direttore generale di Cma Cgm, non esclude una quotazione in borsa di Ceva Logistics, la controllata logistica del gruppo marsigliese. Lo riporta ShippingWatch, secondo cui l'operazione - un'ipotesi ancora priva di qualunque atto formale - potrebbe concretizzarsi "nel giro di una settimana o non avvenire affatto". Nessun valore è stato comunicato, ma la divisione logistica ha generato nel 2025 circa 18,3 miliardi di dollari (circa 16 miliardi di euro) di ricavi, pari a un terzo del fatturato complessivo del gruppo. Un'analisi di Bloomberg legge le parole di Saadé come apertura a un carve-out della divisione logistica, con una quotazione parziale che lascerebbe a Cma Cgm il controllo strategico. Nessun deposito di prospetto risulta finora presso l'Autorité des Marchés Financiers (Amf) di Parigi né presso altre Autorità di vigilanza, e non emerge alcuna tempistica definita: la stessa frase di Saadé sul "giro di una settimana" viene descritta come una forzatura retorica più che come un'indicazione di calendario.
Ceva Logistics, erede della Tnt Logistics, era già quotata alla borsa di Zurigo (Six Swiss Exchange) prima che Cma Cgm ne rilevasse gradualmente il controllo, a partire da una quota d'ingresso del 25% nel 2018 fino al delisting completo. Una nuova operazione sarebbe dunque, in termini tecnici, un ritorno alla quotazione di una società ormai pienamente integrata nel gruppo, oggi trasformata in piattaforma di logistica globale con hub a Marsiglia e reti in Europa, Americhe, Africa e Asia.
Negli ultimi mesi il perimetro di Ceva si è molto ampliato con l'integrazione di Bolloré Logistics e con l'acquisizione di Fagioli, specializzata in logistica di progetto, mentre le soluzioni Forplanet estendono l'offerta verso servizi a basso impatto ambientale, incluse rotte transatlantiche a vela. È un perimetro che, presentato al mercato come piattaforma integrata, potrebbe risultare attraente per gli investitori: nessuna fonte istituzionale francese, tuttavia, ne ha finora dettagliato la struttura, il governo o il rapporto con la parte armatoriale del gruppo.
Le motivazioni indicate su questa ipotesi convergono affermano che Cma Cgm ha destinato gran parte dei profitti eccezionali del biennio 2021-2022 alla costruzione di un perimetro terrestre nella logistica, tra Europa, Africa, Caraibi e Nord America e una sua quotazione permetterebbe di cristallizzare parte di questo valore e di dotare la controllata di un titolo quotato da usare come moneta di scambio per nuove acquisizioni. Bloomberg aggiunge un secondo elemento: separare, almeno nella percezione degli investitori, la logistica più resiliente dal trasporto container, esposto a noli e a shock geopolitici come le tensioni nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz, migliorerebbe il profilo di rischio del gruppo agli occhi dei mercati.
C’è infine una dimensione più politica: un campione logistico quotato con sede a Marsiglia rafforzerebbe il ruolo della famiglia Saadé nell'economia francese, alimentando al tempo stesso il dibattito sui profitti del settore e sul peso crescente del gruppo in infrastrutture e media. Qualunque riorganizzazione societaria dovrebbe comunque misurarsi con un quadro europeo già attento alle concentrazioni verticali tra trasporto marittimo e spedizioni: la Commissione Europea ha subordinato l'acquisizione di Bolloré Logistics da parte di Cma Cgm alla dismissione di alcune attività in Polinesia francese per evitare effetti anti-concorrenziali, un precedente che si applicherebbe anche a un'eventuale Ipo di Ceva.
M.L.





































































