"Nel mondo della logistica e del trasporto il tracciamento delle merci è quasi scontato, ma in quello della Dogana è ancora un'innovazione". Con questa osservazione Diego Tocchella, Managing Director di Customs Support Italy (Customs Support Group), inquadra in un incontro avvenuto con la redazione di TrasportoEuropa al Transpotec 2026 il divario digitale che separa l'operatività doganale dal resto della filiera logistica. Un divario che la società - parte di un gruppo europeo con oltre 1700 dipendenti, di cui 320 operativi in Italia - ha scelto di colmare come leva competitiva. Customs Support Italy presidia il territorio italiano con sedici uffici, distribuiti tra sedi interne e posizioni portuali, coprendo tutti i principali porti del Paese. Dove la presenza diretta non arriva, la copertura è garantita attraverso una rete di collaboratori locali. "Ci piace descriverci come 'glocal'" ha spiegato Tocchella, sintetizzando in un neologismo la capacità di combinare scala europea e radicamento territoriale.
Il cuore operativo dell'offerta è lo sdoganamento, che si traduce nella produzione della bolla doganale e la gestione del customs clearance. Attorno a questo servizio principale si articola però una filiera legata alla consulenza che Tocchella descrive come propedeutica: uno screening iniziale del livello di compliance del cliente, la revisione e ottimizzazione della classificazione doganale delle merci e il supporto al conseguimento della certificazione di operatore economico autorizzato (Aeo). Quest'ultima, ha precisato il dirigente, consente di ottenere agevolazioni concrete nel rapporto con le Autorità doganali.
Sul fronte digitale, Customs Support Italy ha investito nella costruzione d’interfacce informative che s’integrano direttamente con i sistemi informatici dei clienti. L'obiettivo, ha aggiunto Tocchella, è offrire rapporti dettagliati e personalizzate, capaci di restituire visibilità sull'intero flusso di sdoganamento. Il servizio di tracciamento dedicato al customs clearance, che Tocchella ritiene ancora poco diffuso nel settore, rappresenta uno degli elementi di maggiore differenza della sua società rispetto alla concorrenza. L'attività di consulenza riguarda anche l'ottimizzazione tariffaria: Customs Support Italy affianca i clienti nell'identificare la classificazione doganale più favorevole per le proprie merci, con l'obiettivo di ridurre il peso dei dazi e prevenire contestazioni. A ciò si aggiunge un servizio di stima prospettica dei costi, che consente alle aziende di pianificare con maggiore precisione le spese doganali future.
Il tema della mitigazione del rischio assume però un rilievo crescente alla luce del mutato quadro normativo: "A partire dall'ottobre del 2024 c'è stata la revisione del Testo Unico della Legge Doganale, che ha inasprito le sanzioni nei confronti soprattutto degli importatori" ha sottolineato Tocchella. Il cambiamento “ha spostato la dogana da mero adempimento amministrativo a nodo critico nella gestione del rischio penale”. Egli precisa che la nuova disciplina s’inserisce nel perimetro dei modelli di organizzazione e controllo previsti dal Decreto legislativo 231, aumentando l'esposizione del legale rappresentante in caso di irregolarità.
Un'errata classificazione o una documentazione incompleta possono oggi tradursi in sanzioni rilevanti e, nei casi più gravi, in segnalazioni penali. "È diventato un punto nevralgico per la mitigazione del rischio penale" ha aggiunto Tocchella, indicando nella consulenza doganale strutturata - dallo screening iniziale fino al presidio continuativo della compliance - la risposta più efficace a un contesto normativo che, almeno per gli importatori italiani, ha cambiato radicalmente il profilo di rischio associato alle operazioni doganali.
M.L.




































































