Array ( [0] => 9337 )

Podcast K44

Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

Transpotalk

Normativa

Mare

  • Si propaga la vertenza sull’indennità ferie dei portuali

    Si propaga la vertenza sull’indennità ferie dei portuali

    Il Tribunale di Venezia ha imposto alla Tiv di Venezia il pagamento delle indennità di mansione durante le ferie, applicando la Direttiva UE 2003/88. Una vertenza che si estende a Trieste, Genova e altri scali, con un rischio stimato di 300 milioni di euro.

Autotrasporto

  • KargoBot presenta Space, il “robot da trasporto”

    KargoBot presenta Space, il “robot da trasporto”

    La cinese KargoBot, spin-off della guida autonoma di DiDi, presenta la versione di serie del robot da trasporto Space: nessuna cabina, 32 sensori, chip Horizon Robotics e batteria intercambiabile Catl per un veicolo pensato per la logistica degli sfusi.

    Il Tesla Semi entra nella produzione di serie

    Foto: DHL

    Tesla ha avviato negli Stati Uniti la produzione di serie del Semi, il trattore stradale elettrico pesante presentato nel 2017 e finora consegnato in volumi limitati a operatori selezionati. Il primo esemplare di serie è uscito il 29 aprile 2026 dalla nuova linea ad alto volume della Gigafactory Nevada, all’interno di uno stabilimento dedicato da 158mila metri quadrati. Così, dopo anni di rinvii, la società guidata da Elon Musk annuncia di avere completato almeno la prima parte del percorso industriale necessario per costruire il camion su scala più ampia. Per flotte, operatori logistici e costruttori concorrenti, però, il dato decisivo non è l’uscita del primo mezzo dalla linea, ma la velocità con cui Tesla riuscirà ad aumentare i volumi.

    La fabbrica del Nevada è progettata per una capacità teorica di 50mila camion l’anno, ma diversi analisti mantengono un atteggiamento prudente. Uno dei dubbi più citati dalle fonti statunitensi riguarda la disponibilità di batterie. Secondo Eletric Vehicles, il vantaggio del sito in Nevada è l’integrazione produttiva: le celle 4680 destinate al Semi sono realizzate nello stesso complesso industriale. Questa condizione dovrebbe ridurre un collo di bottiglia che per anni ha contribuito a rallentare il programma, ma non elimina automaticamente il rischio di vincoli a monte. Se la capacità di produrre celle non cresce allo stesso ritmo della linea camion, il risultato finale resterà limitato. Inoltre, il 2026 si colloca in una fase di forte pressione sulla capacità industriale di Tesla, in cui la società sta tentando di portare a volumi più elevati anche ai progetti Cybercab e Megapack 3, oltre al Semi. In questo quadro, la batteria resta una risorsa strategica da allocare tra più programmi e il camion deve competere internamente con prodotti che possono avere priorità diverse per margini, visibilità commerciale o valore per gli investitori.

    Un altro elemento è il contesto economico in cui inizia la produzione di serie. In questo caso, il successo si basa sul costo totale di possesso, quindi non soltanto in base alla tecnologia del veicolo, ma anche su rapporto tra prezzo d’acquisto, energia, manutenzione, disponibilità operativa e valore residuo. Secondo questa lettura, il Semi risulta più interessante in uno scenario con petrolio almeno a 100 dollari al barile. In realtà, l’analisi deve essere più accurata, perché deve comprendere il costo alla pompa del carburante fossile, quello dell’elettricità, i profili di missione, eventuali incentivi, la ricarica disponibile e il chilometraggio annuale.

    Per valutare la produzione dichiarata da Tesla del Semi bisogna anche considerare il suo segmento, che al momento sembra essere quello dei trattori stradali con cabina day cab, ossia senza lettino e quindi destinati a missioni giornaliere. Secondo Investing.com, questo mercato negli Stati Uniti è inferiore a 100mila unità l’anno, a fronte delle 50mila dichiarate per il Tesla Semi. Insomma, questo camion elettrico dovrebbe raggiungere una quota di metà del suo mercato, ipotesi piuttosto azzardata.

    Un altro elemento importante per il futuro di questo camion è la rete di ricarica. Il tesla Semi potrebbe essere ricaricato in breve tempo con stazioni Megacharger con potenze fino a 1,2 megawatt, ma si tratta d’impianti piuttosto costosi e poco diffusi. Ciò porta al discorso sulle reali condizioni d’uso di questo veicolo elettrico. Le sperimentazioni svolte finora con clienti selezionati hanno permesso di verificare l’impiego del camion in contesti controllati, ma l’adozione più ampia richiederà informazioni più trasparenti su disponibilità tecnica, degrado delle batterie, manutenzione, tempi reali di ricarica e resa economica per tipologia di missione.

    Oggi i concorrenti tradizionali di Tesla non sembrano molto preoccupati dell’avvio della produzione di serie del Semi, anche se stanno tenendo sotto osservazione il suo andamento. Però, se veramente Tesla riuscisse a costruire migliaia di unità l’anno, l’elettrificazione di una parte del trasporto pesante statunitense diventerebbe più credibile e obbligherebbe gruppi come Daimler, Volvo e Paccar ad accelerare su veicoli elettrici, batterie e servizi di ricarica. La competizione si sposterebbe così dal singolo camion a un sistema integrato di veicolo, energia, software e assistenza.

    Il programma Semi è anche una prova del modello industriale Tesla applicato al trasporto merci. L’azienda ha mostrato di puntare, sulle autovetture, su integrazione verticale, controllo della filiera energetica, software proprietario e gestione diretta di componenti chiave come batteria e ricarica. Se questo schema funzionasse anche nel veicolo industriale, la concorrenza non riguarderebbe soltanto consumi e prezzo d’acquisto, ma l’intero ecosistema operativo messo a disposizione delle flotte.

    Pietro Rossoni

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
    Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@trasportoeuropa.it


      Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

      bottone newsletter piccolo Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

     

     

    CONTENUTI SPONSORIZZATI

     

Videocast K44

Aereo

  • Rallenta la crescita a luglio 2026 dei noli aerei

    Rallenta la crescita a luglio 2026 dei noli aerei

    I noli spot del trasporto aereo delle merci sono saliti del 28% su base annua a luglio, a 3,12 dollari per kg, ma il ritmo di crescita rallenta per il secondo mese consecutivo. Secondo Xeneta il mercato affronta una seconda metà del 2026 più debole, con pochi segnali di stagione …

Ferrovia

Persone

  • L’autotrasporto perde Maurizio Longo

    L’autotrasporto perde Maurizio Longo

    Dopo una lunga malattia, il 11 agosto 2026 è morto Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, associazione dell’autotrasporto di cui è stato anche tra i fondatori dopo anni di lavoro nella Fita Cna.
KargoBot presenta Space, il “robot da trasporto”

TECNICA

KargoBot presenta Space, il “robot da trasporto”
previous arrow
next arrow
Friulia rafforza l’Interporto Trieste e Finest

LOGISTICA

Friulia rafforza l’Interporto Trieste e Finest
previous arrow
next arrow
La Finanza intensifica la caccia alle frodi sul gasolio

ENERGIE

La Finanza intensifica la caccia alle frodi sul gasolio
previous arrow
next arrow
Bando LogIN Business avvia i rimborsi

SERVIZI

Bando LogIN Business avvia i rimborsi
previous arrow
next arrow