Allo Iaa Transportation 2026 di Hannover, Kögel ha mostrato una gamma di semirimorchi progettata per affrontare un problema tecnico dell'elettrificazione del trasporto pesante: la distribuzione dei pesi tra trattore e semirimorchio quando il trattore è elettrico. Sotto il motto "We deliver your success", il costruttore tedesco concentra l'attenzione su due modelli, il Light Plus e-optimized e il Cool Liteshell, affiancati da una serie di servizi per la gestione del ciclo di vita del veicolo. Le batterie dei trattori elettrici aumentano la massa della motrice rispetto a un equivalente diesel e l’aumento di peso grava soprattutto sull'asse motore. La direttiva UE 96/53/CE consente ai complessi con motrice a zero emissioni di raggiungere una massa complessiva fino a 42 tonnellate, contro le 40 dei veicoli diesel, ma lascia invariati i limiti di carico sui singoli assi: quello dell'asse motore resta fissato a 11,5 tonnellate. Il risultato è che il peso supplementare delle batterie può ridurre il carico utile effettivamente trasportabile, anche quando la massa complessiva ammessa lo consentirebbe.
Il Light Plus e-optimized deriva dal Light Plus convenzionale e ne mantiene l'impostazione costruttiva orientata alla leggerezza, con una configurazione specifica per l'impiego con trattori elettrici di qualunque marca. Kögel ha accorciato di 300 millimetri la distanza tra il perno di ralla e il primo asse del semirimorchio, trasferendo così una parte maggiore del peso dal trattore al rimorchio e riducendo il carico sull'asse motore della motrice. La soluzione, spiega Kögel, riduce fino a due tonnellate il carico sull'asse motore rispetto a una configurazione tradizionale e, in base al trattore elettrico usato, può liberare fino a quattro tonnellate di carico utile supplementare, mentre un sistema di controllo dinamico del passo può aumentare ulteriormente il margine disponibile. A Hannover il Light Plus e-optimized era esposto in abbinamento a un Mercedes-Benz eActros 600, e lo stesso principio costruttivo sarà applicato entro la fine del 2026 anche al Mega Light in versione e-optimized. L'e-optimized riprende inoltre la tecnologia Light Plus dell'alleggerimento come leva per il carico utile: nel passaggio dal diesel all'elettrico, ogni chilogrammo risparmiato sul semirimorchio contribuisce a compensare, almeno in parte, la massa aggiuntiva del sistema di accumulo della motrice.
Il tema della tara ritorna nel Cool Liteshell, il semirimorchio frigorifero che combina struttura leggera e isolamento della catena del freddo. I pannelli Liteshell impiegati nelle pareti laterali e nel tetto eliminano il tradizionale rivestimento esterno in acciaio, riducendo la massa del veicolo di circa 700 chilogrammi, oltre il 9%, rispetto al precedente Kögel Cool. Il risparmio di consumo dichiarato da Kögel per questa configurazione è di 0,30 litri di gasolio ogni 100 chilometri e di 0,8 grammi di CO2 per chilometro, secondo i dati forniti dal costruttore. Kögel non produce direttamente le unità frigorifere, ma le integra tramite fornitori specializzati e allo stand di Hannover il Cool Liteshell era abbinato a un gruppo Carrier Transicold. Un calcolatore di efficienza sviluppato dall'azienda mette in relazione chilometraggio annuale, consumi e costi operativi, confrontando il Cool Liteshell con un semirimorchio refrigerato convenzionale.
La presentazione di Hannover comprendeva anche l'Allround Concept, un sistema che che connette acquisizione del veicolo, servizi finanziari e di noleggio, manutenzione, ricambi, telematica e mercato dell'usato lungo l'intero ciclo di vita del semirimorchio. Se il trattore elettrico introduce nuove esigenze in termini di autonomia, peso e gestione dell'energia, il semirimorchio può fornire a sua volta dati sul proprio impiego, diventando una fonte di informazioni per la gestione della flotta. Kögel mantiene inoltre le proprie soluzioni per il trasporto combinato, dove la riduzione del peso ha un risvolto operativo, perché consente una maggiore flessibilità nella distribuzione del carico quando il semirimorchio passa dalla strada alla ferrovia.
Massimiliano Barberis








































































