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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • Altre due portacontainer a gas naturale per Cma Cgm

    Altre due portacontainer a gas naturale per Cma Cgm

    Le unità X1549 e X1550, portacontainer gemelle da 24mila teu a doppio combustibile, hanno lasciato all’inizio di settembre 2026 il bacino di costruzione del cantiere Yangzi Xinfu di Taixing. Sono la terza e la quarta nave della serie da dieci ordinata da Cma Cgm a Yangzijiang.

    Unatras annuncia il fermo dell’autotrasporto a fine maggio 2026

    Nello stesso giorno in cui Trasportounito ha sospeso il suo fermo nazionale dell’autotrasporto, poche ore dopo averlo iniziato, per l’incidente mortale che ha coinvolto un suo presidio in Campania, Unatras conferma il suo, precisando di avere comunicato alla Commissione di Garanzia per lo Sciopero il periodo in cui si svolgerà: dalle 00.01 di lunedì 25 alle 24.00 di venerdì 29 maggio 2026. L’unione ha anche espresso il cordoglio per la morte di Luigi Nappo, l’autotrasportatore investito da un’autovettura nei pressi dello svincolo tra A1 e A30, in provincia di Caserta, mentre organizzava un presidio nell’ambito del fermo indetto da Trasportounito (che non fa parte di Unatras) dal 20 al 25 aprile.

    Nella nota, Unatras critica l’azione di Trasportounito, che “ha agito unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa, motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva - il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto - prevista dalla Legge 146/1990”, la nota aggiunge che “la proclamazione è avvenuta a soli venti giorni dalla comunicazione alla Commissione, a fronte dei 25 giorni previsti: una violazione consapevole, non un errore procedurale. Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa mira a prevenire e che Unatras giudica inaccettabile. Per queste ragioni, Unatras non intende partecipare a tavoli istituzionali con chi non rispetta le regole fondamentali del confronto e chiede alla Commissione di Garanzia e alle Autorità competenti l’applicazione delle sanzioni previste dalla Legge 146/1990”.

    Riguardo al proprio fermo, Unatras rivolge un appello al Governo: “Il tempo delle risposte interlocutorie è finito. Servono misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”.

    Il fermo di Trasportounito è criticato anche da Assotir, il cui segretario generale Claudio Donati afferma: “Anche nei momenti di protesta più accesa, il settore dell’autotrasporto ha sempre cercato di rispettare prima di tutto le regole e le libertà di tutti, anche per evitare si verificassero incidenti che avrebbero inevitabilmente provocato un danno d’immagine fatale all’intera categoria. Il settore, in circa 80 anni di storia, in rare occasioni è arrivato a decretare un fermo nazionale. Nonostante questo, tuttavia, nella maggior parte di casi quei blocchi sono stati rovinati da incidenti che, anche strumentalmente, hanno consentito di distogliere l’attenzione dalle motivazioni della protesta”.

    Donati aggiunge che “oggi corriamo lo stesso rischio a causa di una sciagurata iniziativa che è stata lanciata con troppa leggerezza, in totale isolamento, e senza nessuna presa sui trasportatori. I trasportatori in tutta Italia infatti hanno preferito lavorare, a meno che non siano stati bloccati da sporadici episodi a sfondo delinquenziale. È quanto è successo, ad esempio, in provincia di Foggia, dove qualcuno ha lanciato sassi e altro materiale contundente da un cavalcavia danneggiando decine di mezzi, tra autocarri e bus, dal. Per un miracolo, non si sono verificati danni seri alle persone”.

    Sulla questione interviene anche la presidente di Ruote Libere, Cinzia Franchini, secondo cui “la rappresentanza appare non solo debole, ma confusa. Da un lato Unatras proclama il fermo nazionale; dall’altro Assotir prende le distanze, dichiarando che non è la soluzione. Nel frattempo Trasporto Unito si muove in autonomia, salvo poi rinviare l’iniziativa prevista a causa della tragica morte di un collega investito mentre stava organizzando un presidio”. Riguardo al fermo di Unatras, Franchini afferma che “in un contesto di emergenza immediata, una risposta differita di settimane rischia di apparire poco incisiva e difficilmente comprensibile per le imprese che stanno affrontando ora l’aumento dei costi. Le iniziative di protesta, per essere credibili, devono essere coerenti con l’urgenza della situazione”.

    P.R.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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