Il rischio di un blocco dell’autotrasporto resta concreto se il Governo non aprirà un confronto sulle misure richieste dalle imprese, ha ammonito Paolo Uggè, presidente di Unatras e Fai, nel suo intervento in apertura di Transpotec Logitec a Milano, collegando la tensione del settore alla revisione della compensazione sulle accise del gasolio e alla mancanza di risposte istituzionali. Uggè aggiunge che il tema non riguarda solo l’autotrasporto, ma la capacità del sistema produttivo italiano di mantenere una logistica efficiente: "Se si ferma il trasporto, si ferma il Paese".
Il punto centrale indicato dal presidente di Unatras e Fai è la compensazione sull’accisa del gasolio: Uggè ha ricordato che dal 2004 il meccanismo ha permesso alle imprese di autotrasporto di recuperare una quota dell’accisa, pari inizialmente a circa 20 centesimi al litro e arrivata oggi a quasi 27 centesimi al litro. Non si tratterebbe, nella sua ricostruzione, di un beneficio discrezionale, ma dell’applicazione di una norma comunitaria che permette agli Stati membri di allineare la fiscalità sui carburanti a un’aliquota media europea.
Uggè ha contestato la scelta del Governo di sottrarre alle imprese del trasporto merci quei 20 centesimi al litro che venivano compensati e di usare di fatto quelle risorse per finanziare una riduzione generalizzata del prezzo alla pompa. Il presidente di Unatras e Fai ha criticato anche il modo in cui la misura sarebbe stata presentata, sostenendo che il trasferimento di risorse dal comparto dell’autotrasporto al sistema generale dei consumatori non sia stato spiegato con chiarezza nel dibattito pubblico. La riduzione o la rimozione della compensazione sul gasolio, secondo la sua lettura, interviene però in una fase nella quale molte aziende non riescono più a sostenere l’aumento dei costi operativi.
Nel suo intervento, Uggè ha insistito sulla difficoltà di far riconoscere il ruolo economico della logistica. Ha richiamato Carlo Bernini, storico ministro dei Trasporti degli anni Novanta, per sostenere che il confronto istituzionale non può restare sul piano delle dichiarazioni. Ha poi citato Lorenzo Necci, che definiva la logistica "economia liquida", per indicare la funzione che consente alle merci prodotte e trasformate di arrivare nei tempi necessari a imprese, distribuzione e mercati.
Il presidente di Unatras e Fai ha chiarito che la richiesta non consiste nell’accogliere integralmente tutte le domande degli autotrasportatori, ma nell’avviare un confronto sulle condizioni necessarie alla tenuta del settore. Uggè ha segnalato anche un possibile profilo di ordine pubblico, sostenendo che l’assenza di risposte possa portare molte imprese a lasciare semplicemente fermi gli automezzi. Le associazioni hanno cercato di sensibilizzare le istituzioni, anche con una lettera al ministro Piantedosi, per evidenziare le possibili conseguenze di un fermo dell’autotrasporto e indicare soluzioni. "Noi ci siamo. Chi finora non c’è stato, al di là delle parole, è il Governo", ha concluso Uggè, chiedendo un’assunzione di responsabilità per garantire al Paese un sistema logistico e dei trasporti in grado di sostenere la competitività dell’economia nazionale.










































































