Dopo avere snobbato il Transpotec 2026 (all’inaugurazione non ha partecipato nessun ministro), Il Governo ha cercato di recuperare la mattina del 16 maggio – ultimo giorno della manifestazione – con il vice-ministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, che è apparso nello spazio dei convegni della Fiap. Ha giustificato la precedenza assenza di rappresentanti dell’Esecutivo col fatto che la mattina dell’inaugurazione c’è stata una impostante riunione a Palazzo Chigi, che sarebbe avvenuta proprio per preparare la riunione indetta con le associazioni del settore il 22 maggio, alla vigilia del fermo proclamato da Unatras.
E proprio sulla riunione del 22 maggio si è focalizzata l’attenzione dell’auditorio, per capire che cosa gli esponenti del Governo (dovrebbe partecipare anche la prima ministra Meloni) metteranno sul tavolo. Ovviamente Alessando Peron, segretario generale della Fiap, ha posto proprio questa domanda, cui Rixi ha risposto annunciando che il Governo porterà l’atteso Decreto sul credito d’imposta, che dovrebbe compensare l’aumento del prezzo del gasolio e le conseguenze negative per gli autotrasportatori del taglio generalizzato delle accise. Il vice-ministro non ha anticipato altro, neppure confermando l’entità dello stanziamento (quello annunciato è di cento milioni di euro, che molti ritengono inadeguato per affrontare l’emergenza). Non è ancora chiaro neppure dove saranno prelevati i fondi e questa è un’informazione importante, almeno per smentire il timore che possano provenire dal fondo pluriennale per il rinnovo delle flotte.
Sul piano economico, Rixi ha dichiarato che “verranno messe delle cifre che io al momento ancora non so, verranno discusse, però penso che venerdì ci voglia essere anche la premier, proprio per l’importanza che ha per noi il settore, e credo che da questo punto di vista la cosa che bisogna fare è uno strumento che ci consenta anche di adeguarlo trimestralmente al mondo che abbiamo intorno. Poi dobbiamo avere, secondo me, una visione - questo sarà il tema anche del bilancio di fine anno - di andare a dare degli strumenti, come posso dire, per consolidare”.










































































