L’autotrasporto italiano aumenta il livello della mobilitazione con una proclamazione generalizzata del fermo, anche se in periodi diversi. Mentre TrasportoUnito conferma un blocco di cinque giorni stabilito dalle 24.00 di domenica 19 aprile al 24 aprile, il 17 aprile il Comitato esecutivo di Unatras ha proclamato un fermo, ma riservandosi di decidere quando e con quali modalità. Lo farà l’ufficio di presidenza, nel rispetto del codice di autoregolamentazione degli scioperi di settore.
Unatras motiva la scelta con l’impossibilità crescente per molte imprese di proseguire l’attività in condizioni di sostenibilità economica. Il coordinamento segnala come i provvedimenti adottati finora dall’Esecutivo non abbiano compensato l’impatto dell’incremento dei costi energetici e, in alcuni casi, abbiano inciso negativamente sull’autotrasporto professionale. Secondo l’unione degli autotrasportatori, è più sostenibile il fermo delle attività rispetto alla prosecuzione dei viaggi in perdita.
Unatras chiede una serie di interventi ritenuti urgenti. Tra questi, l’emanazione del Decreto attuativo relativo al credito d’imposta già previsto e l’introduzione di ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise, quantificati in 200 euro ogni mille litri di gasolio acquistato. A questi si affiancano richieste di sostegno alla liquidità, attraverso la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali, e l’attuazione di misure normative già previste, con particolare riferimento al rafforzamento degli strumenti contrattuali e alla compensazione dei rimborsi accise.
Un ulteriore elemento riguarda la dimensione europea degli interventi, con la richiesta di un quadro temporaneo di aiuti che possa sostenere il settore in una fase di forte volatilità dei costi. In questo contesto, il coordinamento sottolinea la necessità di un intervento coordinato che tenga conto della natura transnazionale delle filiere logistiche. Unatras evidenzia inoltre come, nonostante le ripetute segnalazioni, non sia stato avviato un confronto strutturato con le organizzazioni di rappresentanza del settore. Una condizione che, secondo il coordinamento, ha contribuito ad accelerare la decisione di proclamare il fermo. L’organizzazione richiama infine le iniziative di protesta già in atto, auspicando che eventuali mobilitazioni autonome confluiscano in azioni coordinate e conformi alla normativa vigente.
Sempre il 17 aprile, Trasportounito ha confermato il suo fermo di cinque giorni. “L’aumento nel costo dei carburanti ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza precedenti”, spiega Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito. “Ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l’unica istituzione che ha prestato attenzione all’autotrasporto è la commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata inesorabilmente sulla strada del fallimento”.






























































