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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    Il transito delle navi nello stretto di Hormuz mostra ancora numeri bassi. L’Iran ha esteso il numero delle navi bandite a 56 le navi bandite e ha colpito due petroliere saudite, uccidendo due marittimi filippini. Washington rivendica volumi il passaggio record di greggio, ma il tracciamento indipendente mostra maggiore cautela.

    Un autotrasportatore investito durante il fermo di Trasportounito

    Poco dopo la mezzanotte di lunedì 20 aprile 2026, sull'autostrada A1 nel tratto di Caserta Sud-San Nicola la Strada, Luigi Nappo, camionista di 55 anni residente a Marano di Napoli, è sceso dal proprio camion per prendere parte al presidio organizzato da Trasportounito nell'ambito del fermo nazionale dell'autotrasporto. Stava regolando il passaggio dei veicoli industriali in colonna quando è stato travolto da una Mini Cooper che percorreva la corsia ancora aperta al traffico ordinario. L'impatto è stato violentissimo: nonostante l'intervento tempestivo del 118, per Nappo non c'è stato nulla da fare. È morto sul posto.

    Sul luogo dell’indicente sono intervenuti la Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco per i rilievi e la messa in sicurezza del tratto. Il conducente della Mini Cooper si è fermato e ha prestato soccorso, ma è stato comunque denunciato: la Procura competente ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, disponendo accertamenti su velocità, condizioni di visibilità, adeguatezza delle segnalazioni del presidio e responsabilità dei soggetti coinvolti.

    La notizia ha circolato rapidamente tra gli autotrasportatori presenti lungo l'A1. Poco prima delle cinque del mattino la protesta nel tratto casertano è stata interrotta. Nella prima mattinata del 20 aprile Trasportounito ha reso ufficiale la sospensione del fermo nazionale, inizialmente previsto fino al 24 aprile a seconda delle fonti. "Dall'alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo, questa cosa ci ha sconvolto", ha dichiarato Maurizio Longo, segretario generale dell'associazione.

    Il fermo era stato annunciato nelle settimane precedenti come risposta a quella che Trasportounito definiva "un'emergenza senza precedenti": il caro carburante e una crisi strutturale che stava erodendo i margini di migliaia di imprese di autotrasporto, molte delle quali descritte come "soffocate dai debiti e avviate sulla strada del fallimento". L'aumento del prezzo del gasolio era indicato come il detonatore di una situazione già compromessa dalla pressione sui noli e dall'aumento generalizzato dei costi operativi. L'associazione aveva scelto la data del 20 aprile come punto di partenza di uno fermo di cinque, con l'obiettivo di rendere visibile il disagio del comparto e ottenere risposte concrete dal Governo e dal ministero competente.

    La Commissione di Garanzia sugli Scioperi aveva contestato alcuni aspetti procedurali legati al preavviso, ma Trasportounito aveva confermato l'azione, presentandola come una risposta obbligata all'assenza di interlocuzione istituzionale. La notte tra il 19 e il 20 aprile, allo scattare della mezzanotte, i camion aderenti al fermo si erano incolonnati lungo il margine destro dell'A1, con alcuni autisti scesi a terra per gestire il passaggio dei colleghi e rendere visibile la protesta. Almeno una corsia restava aperta al traffico ordinario: è su quella corsia che sopraggiungeva la Mini Cooper che ha investito Nappo.

    Trasportounito si trova ora a dover riprendere il confronto con il Governo in una posizione segnata dalla tragedia. Il fermo è sospeso, non revocato: le ragioni che lo avevano motivato restano invariate, così come la distanza tra le richieste del settore e le risposte ricevute. La questione del caro carburante, la pressione sui noli e la crisi di liquidità delle imprese di autotrasporto rimangono irrisolte. La sospensione è stata presentata dall'associazione come un atto di rispetto verso la vittima e la sua famiglia, non come una rinuncia alle ragioni della protesta. Anche Unatras ha annunciato il fermo della categoria, senza però precisare ancora date e modalità.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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