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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    Il transito delle navi nello stretto di Hormuz mostra ancora numeri bassi. L’Iran ha esteso il numero delle navi bandite a 56 le navi bandite e ha colpito due petroliere saudite, uccidendo due marittimi filippini. Washington rivendica volumi il passaggio record di greggio, ma il tracciamento indipendente mostra maggiore cautela.

    Due assoluzioni a Monza per incidente sul lavoro nell’autotrasporto

    Il Tribunale di Monza ha assolto i due imputati nel processo per la morte dell’autotrasportatore Furio Ambrogio Frigerio, deceduto nel novembre 2021 nel piazzale dell’azienda Eurofed di Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza. La sentenza è stata pronunciata il 27 febbraio 2026 dal giudice Dario Salerno, che ha ritenuto non provata oltre il ragionevole dubbio la responsabilità penale degli imputati in relazione alla caduta del carico che causò l’incidente mortale.

    La vittima, 50 anni, era un autotrasportatore originario di Bulciago, in provincia di Lecco, dipendente di un’azienda di trasporti con sede a Novedrate, nel comasco. Quel giorno Frigerio arrivò nel piazzale della Eurofed con un carico proveniente da un’azienda francese. Il materiale trasportato consisteva in grandi balle di poliuretano espanso, residui di lavorazione destinati al trattamento da parte dell’impresa brianzola. Ciascuna balla pesava circa 400 chilogrammi. Al momento dell’apertura dei portelloni posteriori del camion, durante le operazioni preliminari allo scarico, una di queste cadde dal rimorchio travolgendo l’autotrasportatore. L’impatto fu fatale e l’uomo morì sul colpo nel piazzale dell’azienda. L’incidente avvenne quindi nella fase iniziale delle operazioni di scarico del mezzo, una delle attività più delicate nella gestione dei trasporti su strada.

    Il procedimento penale ha riguardato due cittadini francesi legati all’azienda da cui proveniva il materiale. Il primo imputato era un rappresentante della società fornitrice del carico, il secondo era il mulettista che aveva effettuato materialmente il carico delle balle sul semirimorchio prima della partenza del camion dalla Francia. Entrambi erano accusati di omicidio colposo, con l’ipotesi che l’incidente fosse stato determinato da modalità non corrette di carico e di messa in sicurezza delle balle durante il trasporto. Nel corso delle indagini furono inizialmente iscritti nel registro degli indagati anche i titolari della ditta di trasporti per cui lavorava Frigerio e i responsabili dell’azienda italiana dove avvenne lo scarico. Le loro posizioni furono però archiviate nel corso dell’inchiesta, restringendo il procedimento ai due soggetti collegati alla fase di carico avvenuta nello stabilimento francese.

    Nel corso del processo la Procura di Monza concentrò l’attenzione proprio su quella fase. L’ipotesi accusatoria sosteneva che eventuali negligenze nello stivaggio e nel fissaggio delle balle di poliuretano potessero aver creato le condizioni per la caduta del materiale al momento dell’apertura del portellone in Italia. Nella requisitoria finale il pubblico ministero chiese la condanna a un anno di reclusione per il rappresentante della società francese, mentre per il mulettista era stata chiesta l’assoluzione.

    Il Tribunale ha tuttavia assolto entrambi gli imputati. Il giudice ha ritenuto che non fosse stata dimostrata in modo sufficiente la responsabilità penale dei due imputati e soprattutto il nesso causale tra le eventuali modalità di carico in Francia e la caduta della balla avvenuta in Italia. In assenza di una prova certa sul collegamento diretto tra la condotta contestata e l’evento mortale, la responsabilità penale non è stata riconosciuta.

    Nel processo si sono costituiti parti civili la moglie e i due figli dell’autotrasportatore. I familiari non hanno ottenuto alcun risarcimento per la perdita del congiunto. La sentenza di assoluzione nel procedimento penale rende più complessa anche un’eventuale azione in sede civile, perché bisogna individuare con precisione un soggetto cui attribuire la responsabilità del danno e sostenere il relativo onere probatorio.

    Questo caso mette in evidenza uno dei nodi più complessi nella gestione giuridica degli incidenti legati al trasporto internazionale di merci: l’individuazione del soggetto che detiene la posizione di garanzia sulla sicurezza del carico. Nelle operazioni che coinvolgono più aziende e più Paesi – dal caricatore allo spedizioniere, dal vettore fino al destinatario – stabilire chi sia responsabile della corretta sistemazione e stabilità del carico può risultare complesso, soprattutto quando l’evento si verifica in una fase diversa da quella in cui il carico è stato predisposto.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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