Antonio Gala, un autista di 64 anni, è morto venerdì 26 giugno intorno alle 13.30 nel deposito Brt di via Niccolò Paganini, a Settimo Torinese, in provincia di Torino, in un grave incidente che ha coinvolto veicoli industriali in movimento nel piazzale dell'azienda. Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe stato travolto da un autocarro in transito nello spiazzo e, secondo i primi accertamenti, anche dalla motrice che guidava, che sarebbe stata lasciata senza freno a mano. La dinamica resta comunque da accertare e dipende dall'esito delle indagini avviate dai carabinieri e dagli ispettori dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, dell'Asl To4. Brt ha dichiarato vicinanza alla famiglia del lavoratore, riferendo di aver avviato verifiche interne e di collaborare con l'autorità giudiziaria per chiarire quanto accaduto.
Tre giorni dopo l'incidente, il 29 giugno, il sindacato Usb ha reso noto di aver depositato un esposto di undici pagine, corredato da circa 20 megabyte di allegati tra foto e video, indirizzato all'Ispettorato di area metropolitana Torino-Aosta e allo Spresal della città di Torino. Nell'esposto, secondo quanto riferito dal sindacato, sono denunciate carenze nelle condizioni di sicurezza riscontrate nei siti Brt e in quelli di Arco Spedizioni. Il testo integrale del documento non è stato reso pubblico, e le contestazioni restano allo stato attribuibili a Usb, in attesa di eventuali riscontri ispettivi.
La vertenza non nasce soltanto dall'incidente del 26 giugno: Usb Logistica Torino aveva già pubblicamente denunciato quello che definisce il "sistema della logistica" in un contenuto diffuso nei giorni precedenti, preannunciando la presentazione di un esposto. Dopo la morte del lavoratore si è tenuto un presidio davanti al deposito di Settimo Torinese, e il sindacato ha collegato il caso a uno sciopero nella filiera Brt e a iniziative di solidarietà con altre realtà piemontesi del settore.
In questa occasione, Usb torna a chiedere l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro, ritenendo insufficiente l'attuale disciplina dell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. La richiesta ha una storia che precede il caso di Settimo Torinese: nel 2022 Usb e Rete Iside presentarono una proposta di Legge per introdurre i reati di omicidio e lesioni sul lavoro, con pene più severe di quelle oggi previste. Nel 2024 il tema è tornato in Parlamento con un disegno di Legge sostenuto dal Movimento 5Stelle e redatto in collaborazione con lo stesso sindacato.





































































