I dati diffusi il 28 maggio 2026 dal Drewry World Container Index sui noli medi sport del trasporto marittimo di container fotografano un andamento di netto rialzo, con l'indice composito che segna 2.800 dollari per container da 40 piedi, in crescita del 3% rispetto alla settimana precedente e del 12% su base annua. La tendenza è alimentata da una combinazione di fattori operativi e macroeconomici che stanno comprimendo l'offerta disponibile e accelerando la domanda, in anticipo rispetto alla consueta stagione di punta estiva.
Secondo gli analisti di Drewry, il principale motore del rialzo è l'anticipo degli ordini da parte degli importatori europei e nordamericani, orientati a garantirsi lo spazio a bordo prima che le tariffe aumentino ulteriormente con l'entrata in vigore, prevista per il 1° luglio, del nuovo meccanismo di adeguamento al costo del carburante (bunker fuel adjustment). A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche nell'area del Medio Oriente, che continuano a generare deviazioni lungo rotte più lunghe e meno efficienti, con costi strutturalmente più elevati.
Sul corridoio Asia-Europa, la rotta Shanghai-Rotterdam segna 2.861 dollari per feu, in crescita del 3% settimanale e del 33% su base annua, ma ancora più pronunciato è il rialzo sulla rotta Shanghai-Genova, attestata a 4.253 dollari per feu, con un incremento del 4% nella settimana e del 45% nell'arco di dodici mesi. Quest'ultima riflette le complessità logistiche legate alla deviazione attorno al Capo di Buona Speranza, che allunga i tempi di transito e accresce l'incidenza dei costi variabili. In direzione opposta, la rotta Rotterdam-Shanghai rimane pressoché ferma a 651 dollari per feu, con una variazione settimanale nulla, ma conserva un progresso annuo del 41%, a segnalare come anche il flusso di ritorno (backhaul) abbia subito una rivalutazione strutturale nell'arco dell'ultimo anno.
Il corridoio transpacifico mostra la maggiore volatilità della settimana, con la rotta Shanghai-New York che registra l'incremento più rilevante in valore assoluto: +6%, pari a 280 dollari in più per feu, per un livello complessivo di 4.597 dollari. Nonostante la fiammata recente, il confronto annuale rimane in territorio negativo, a -11%, riflettendo i picchi straordinari raggiunti nel 2025. Più moderata la crescita sulla rotta verso la costa occidentale: Shanghai-Los Angeles avanza del 3% a 3.473 dollari per feu, con un -7% annuo. In flessione, invece, il flusso di ritorno: Los Angeles-Shanghai perde il 2% nell'ultima settimana, scendendo a 790 dollari per feu, pur mantenendo un progresso del 10% su base annua.
Il segmento transatlantico si muove in controtendenza rispetto alle rotte di origine asiatica. La rotta Rotterdam-New York cede l'1% e si attesta a 2.435 dollari per feu, mentre quella New York-Rotterdam registra una contrazione del 2%, scendendo sotto la soglia dei mille dollari a 977 dollari per feu. Entrambe le rotte mantengono tuttavia posizioni nettamente superiori rispetto ai livelli di dodici mesi fa, con aumenti annui rispettivamente del 26% e del 18%, a conferma di come il mercato transatlantico abbia attraversato una fase di rivalutazione strutturale nell'arco dell'ultimo anno.
La restrizione dell'offerta di stiva rappresenta la leva principale impiegata dai vettori per sostenere i noli, in particolare sul Transpacifico. Per la prima settimana di giugno sono state annunciate otto partenze cancellate (blank sailings) su questo corridoio, contro le quattro programmate sull'asse Asia-Europa. Inoltre, le principali compagnie di navigazione stanno attuando aumenti unilaterali delle tariffe Fak (Freight All Kinds). Cma Cgm ha annunciato l'introduzione di nuove tariffe a partire dal 1° giugno, che proietteranno i noli Asia-Nord Europa intorno a 4.700 dollari per feu e quelli Asia-Mediterraneo in un intervallo compreso tra 5.500 e 5.700 dollari per feu. One (Ocean Network Express) applicherà invece un Peak Season Surcharge (Pss) di 2.000 dollari per container da 40 piedi sul carico eastbound transpacifico, sempre a partire dal 1° giugno.
I sovraccosti legati al carburante e alla sicurezza continuano a gravare sull'intera catena di fornitura, impedendo flessioni strutturali dei prezzi e costringendo gli operatori a scontare stabilmente un premio di rischio elevato. Le tensioni geopolitiche nell'area del Medio Oriente rimangono un fattore di incertezza di lungo periodo che non mostra segnali di attenuazione nel breve termine.
Il quadro complessivo delineato dal Drewry al 28 maggio 2026 descrive un mercato in piena fase di "bull market" stagionale anticipato. Con l'avvicinarsi di giugno, l'effetto combinato delle nuove tariffe Fak e dei supplementi Pss annunciati dai vettori dovrebbe esercitare ulteriore pressione al rialzo nelle prossime settimane. Gli importatori globali si trovano nella condizione di dover accettare tariffe più elevate per garantirsi la disponibilità di spazio a bordo ed evitare ritardi nelle consegne destinate alle stagioni autunnali e natalizie. Salvo un incremento massiccio della capacità immessa sul mercato o una risoluzione delle criticità geopolitiche,— entrambi scenari considerati poco probabili, l'indice composito Drewry è atteso in ulteriore crescita nel corso di tutto il mese di giugno.
Mara Gambetta









































































