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    Sciopero a Bologna per cambio appalto logistica alla Douglas

    Il 31 marzo 2025 è stata una giornata di sciopero all’Interporto di Bologna, dove oltre cento lavoratori si sono fermati a causa della decisione della multinazionale statunitense Gxo Logistics Italy di chiudere il magazzino che gestisce la logistica per la catena di profumerie Douglas. Il motivo è il mancato rinnovo del contratto da parte del cliente, che ha deciso di affidare le proprie attività logistiche ad Arvato Italia, società del gruppo tedesco Bertelsman, trasferendo il servizio in un nuovo magazzino nel Comune di San Pietro in Casale.

    La scelta di Douglas comporta la cessazione dell’attività nello storico sito dell’Interporto da settembre 2025. Un cambiamento che mette a rischio l’occupazione dei 108 lavoratori attualmente impiegati da Gxo, di cui 94 con contratto a tempo indeterminato. Fra questi ci sono cinque lavoratrici in maternità e quattordici a termine. Il magazzino è un nodo strategico per la distribuzione dei prodotti Douglas su scala nazionale.

    Nonostante l’impegno formale di Gxo a valutare la ricollocazione di parte del personale presso altri siti, i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti ritengono tale disponibilità insufficiente per garantire una soluzione per tutti. L’allarme cresce anche per la mancata continuità occupazionale da parte del nuovo operatore, Arvato Italia, che ha dichiarato a sindacati e alla Rsa di non voler assorbire l’intera forza lavoro proveniente dal sito bolognese. I sindacati affermano anche che i dipendenti di Arvato non sono assunti col contratto nazionale, che sarebbe sostituito da un regolamento interno aziendale.

    “Nessun lavoratore o lavoratrice deve essere lasciato indietro per mere logiche commerciali”, hanno dichiarato in una nota congiunta i sindacati, aggiungendo che “e non è accettabile che le condizioni di lavoro vengano regolate da strumenti interni di una multinazionale, in totale assenza di un contratto collettivo riconosciuto”. Le sigle chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni e le aziende coinvolte, per trovare soluzioni concrete che garantiscano la salvaguardia dell’occupazione e il rispetto delle tutele previste dalla contrattazione collettiva nazionale.

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