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Continua a frenare il trasporto italiano

La rilevazione semestrale del Centro Studi Confetra mostra ancora segni di aumento nel trasporto merci italiano, ma con valori percentuali minori rispetto al semestre precedente, che già mostrava segnali di rallentamento, seguendo l'andamento dell'indice della produzione industriale dell'Istat: nei primi sei mesi una crescita media dei tassi tendenziali del +2,7% che si affievolisce con il trascorrere dei mesi e un secondo semestre con una media del -1,3% che porta la media dell'intero anno al +0,7%.
Per quanto riguarda in modo specifico il trasporto, quello stradale di linea e quello espresso sembrano reggere meglio: il primo è cresciuto del 2,4% nel collettame e del 2,5% nel carico completo internazionale (valori che nel secondo semestre del 2017 erano rispettivamente del 6,1% e 6,5%). Una conferma di queste cifre viene dall'andamento del traffico autostradale dei veicoli pesanti (+2,6%) e di quello dei transiti alpini (+3,3%). I corrieri hanno aumentato le consegne nazionali del 2,5% e quelle internazionali del 4%, grazie soprattutto all'espansione del commercio elettronico.
Sono in rosso invece il trasporto ferroviario (-0,4% in termini di treni/km) e quello aereo (-0,4% in tonnellate). Per quanto riguarda il cargo aereo, flette il principale scalo italiano, quello di Malpensa (-3,2%), mentre sale Roma Fiumicino dell'11 percento. Il trasporto marittimo mostra un andamento più articolato. I porti container gateway continuano a crescere, anche se in misura minore rispetto al 2017 (4,8% contro 7,4%), mentre continua la discesa di quelli transhipment, che nel secondo semestre del 2018 segnano un ulteriore rosso del 10,1%, con la punta del 56,3% di Cagliari e un arretramento di Gioia Tauro del 4,9%. Il ro-ro resta positivo (+2,5%), ma con un valore nettamente inferiore rispetto al 2017 (quando segnava +8,1%). Sottozero anche le rinfuse liquide (-1%) e quelle solide (-4,6%).
L'Ufficio Studi di Confetra rileva anche il "sentimento" degli operatori sull'evoluzione nel breve periodo: "Per il 2018 il nostro campione di aziende prevedeva per il 59% traffici stabili (erano cresciuti in modo sostenuto nel 2017) e per il 41% ulteriore crescita. La percentuale di coloro che ne prevedevano il calo era a zero mentre a fine 2018 è del 12,2%, mentre il 56,8% si aspetta stabilità ed il 31,1% una crescita". Tra i fattori di rischio per quest'anno, Confetra segnala l'esito negativo del negoziato commerciale tra Stati Uniti e Cina, l'aumento delle tensioni finanziarie nei Paesi emergenti e la Brexit. "Spero che non si debbano sommare – come è accaduto nel 2018 - la riduzione della domanda interna in particolare degli investimenti ed, in misura minore, della spesa delle famiglie e la diminuzione della produzione industriale", aggiunge il presidente di Confetra Nereo Marcucci.

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