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  • Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Due pistole con i colpi inseriti, un revolver con matricola abrasa e cartucce sono stati sequestrati dai Carabinieri di Nesima nel piazzale di una ditta di autotrasporti. Il 27enne che aveva le chiavi del lucchetto è stato arrestato per detenzione illegale di armi e di arma clandestina.

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  • Sciopero Usb nei porti per chiedere il lavoro usurante

    Sciopero Usb nei porti per chiedere il lavoro usurante

    Il 28 settembre 2026 il sindacato di base Usb ha attuato uno sciopero nazionale dei portuali per chiedere il lavoro usurante e il ritiro dell'emendamento sulle agenzie interinali. La sigla dichiara che il terminal Psa di Genova si è fermato del tutto e che negli altri scali le adesioni sono …

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    Il camion cinese Sany e263 debutta in Europa con Alltrucks

    Il trattore stradale elettrico Sany e263 del costruttore cinese ha una batteria Lfp da 636 kWh e oltre 500 chilometri di autonomia a 42 tonnellate. In Europa, Putzmeister cura adattamento e ricambi, Alltrucks l'assistenza con oltre 700 officine in tredici Paesi.

    La svedese Bls Rail fallisce dopo anni di perdite

    Foto: Bls Rail

    Il fallimento della compagnia ferroviaria svedese Bls Rail, dichiarato il 28 aprile 2026 dal tribunale di Alingsås (Konkurslistan), chiude una crisi industriale che è il risultato di più fattori economici e operativi. La società, attiva nel traffico merci ferroviario e nel noleggio di locomotive, era entrata in procedura di ricostruzione aziendale il 22 agosto 2025, ma il tentativo non è bastato a riportare l’impresa in equilibrio. La vicenda riguarda anche la controllata norvegese Bls Rail, coinvolta in un dissesto che ha interessato circa 60 lavoratori. Questa crisi non nasce da un solo evento: pesano anni di perdite, una base di traffico insufficiente, costi operativi elevati e interruzioni infrastrutturali, in particolare lungo la Dovrebanen, linea centrale per i collegamenti merci in Norvegia. Tra i motivi della liquidazione, la società cita anche le compensazioni non ricevute dai gestori dell’infrastruttura, anche se per gli analisti ciò rappresenta un elemento che ha aggravato una situazione già debole.

    Nel tempo, Bls Rail ha accumulato perdite rilevanti nel traffico merci ferroviario e nelle attività legate alle locomotive e la ricostruzione aziendale avviata nell’agosto 2025 doveva servire a riorganizzare l’attività e a individuare un modello più sostenibile. Il punto critico era però la redditività: il traffico merci richiede volumi stabili, utilizzo elevato dei mezzi, accesso affidabile alla rete e una struttura dei costi compatibile con contratti spesso compressi nei margini.

    Il punto è che è mancata una massa critica di trasporto. Le fonti norvegesi indicano collegamenti con pochi carri caricati, costi fissi non coperti e servizi difficili da mantenere nel tempo. E per un operatore ferroviario merci, la scala non è un elemento accessorio: personale, tracce, materiale rotabile, manutenzione e organizzazione operativa generano costi che restano elevati anche quando i volumi calano. Se i treni viaggiano sotto soglia, ogni interruzione aumenta la pressione sulla liquidità.

    Il caso della filiale norvegese mostra questo squilibrio in modo chiaro. Una società che non è riuscita a costruire traffici sufficienti per sostenere l’operatività. Una causa è la chiusura della linea ferroviaria Dovrebanen, anche se non è chiaro in che misura possa aver contribuito al dissesto della società. Comunque è certo che la chiusura di una tratta ferroviaria produce effetti immediati sui ricavi, perché riduce o interrompe i servizi vendibili. Produce anche costi aggiuntivi, perché può richiedere deviazioni, riprogrammazioni, immobilizzo di mezzi, gestione del personale e perdita di affidabilità verso i clienti.

    In Svezia, la sequenza degli eventi mostra un deterioramento progressivo. Dopo l’avvio della ricostruzione aziendale, Bls Rail ha deciso di uscire dal traffico merci e di non rinnovare il certificato di sicurezza, lasciando scadere l’autorizzazione operativa alla fine di gennaio 2026. La cessazione dei servizi ha quindi segnato la fine della funzione industriale dell’impresa prima ancora della decisione formale del tribunale. Senza autorizzazione operativa, infatti, un’impresa ferroviaria non può più produrre ricavi dal traffico, ma restano costi, contratti, esposizioni e obblighi legati alla struttura societaria.

    CarUp aggiunge un elemento patrimoniale rilevante: Bls Rail non possedeva direttamente i treni, che risultavano intestati a un’altra società del gruppo Bli. Questa struttura ha ridotto gli spazi di manovra nella procedura di liquidazione, perché si è potuto usare il materiale rotabile come leva diretta per sostenere la continuità aziendale o per generare liquidità nella fase concorsuale. A ciò si aggiunge un contesto segnato da investimenti più onerosi del previsto e condizioni di mercato sfavorevoli.

    Antonio Illariuzzi

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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