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Sicurezza ferrovie, riforma da rivedere


Una convivenza difficile da gestire che non può avere come sbocco un matrimonio, neppure d'interesse. La recente riforma dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) accorpata per dare vita a un unico organismo che ha preso il nome di Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) non convince gli operatori, anche perché la nuova struttura di controllo è rimasta ancora sulla carta. Se poi questi ritardi si intrecciano con le nuove sfide legate alla liberalizzazione inserita nel IV Pacchetto ferroviario comunitario, il quadro (critico) è completo. "È un pericoloso rallentamento per tutti i processi autorizzativi e di presidio della sicurezza", osserva Assoferr, l'Associazione che riunisce gli operatori ferroviari e intermodali.
La posizione è stata espressa in occasione del workshop sul "pilastro tecnico" del IV Pacchetto ferroviario dedicato alle imprese di settore e alle associazioni di categoria, incontro dall'Agenzia dell'Unione Europea per le ferrovie (ERA), da poco costituita, con la collaborazione dell'Ansf. "Le novità di questo ulteriore pacchetto", osserva Assoferr, "e del lungo processo di liberalizzazione del mercato ferroviario partito nel 1991 con la prima direttiva europea nel settore, sono forse tra le più impattanti mai realizzate in questi ultimi anni e pongono ancor più, rispetto al passato, le basi per una definitiva armonizzazione di norme e regole europee necessarie per la realizzazione compiuta del mercato ferroviario unico a livello continentale".
Occorre anche evitare pericolose sovrapposizioni o, peggio, confusioni nei ruoli tra le singole agenzie nazionali che restano comunque i primi presidi di sicurezza per il buon funzionamento dei sistemi ferroviari con i nuovi compiti attribuiti all'Agenzia Europea nel rilascio di certificazioni e autorizzazioni. Secondo Assoferr la convivenza forzata non può produrre frutti positivi: "Per questo chiediamo al Governo che si persegua una separazione netta tra gli organismi preposti alla sicurezza ferroviaria e quella delle infrastrutture stradali. In via prioritaria occorre soprattutto preservare le competenze e conoscenze acquisite negli anni da Ansf garantendo un potenziamento degli organici. Tutto ciò è assolutamente necessario e improcrastinabile per il nostro settore, proprio alla luce dell'attuazione del IV Pacchetto comunitario ma anche delle ulteriori competenze sul sistema ferroviario nazionale attribuite nel tempo alla nostra Agenzia nazionale".

Piermario Curti Sacchi

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