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    Linee chiuse per lavori, l’impatto dell’estate sulle ferrovie

    Come è ormai diventata una pratica consueta, in questi ultimi anni l’estate in ferrovia vede la chiusura di diverse linee a causa dei lavori e di conseguenza il fermo alla circolazione dei treni. In passato le limitazioni al transito erano solo temporanee, notturne o per fasce orarie e spesso i cantieri condividevano spazi e tempi con il passaggio dei treni, ma ora motivi di opportunità rendono questa ipotesi non più fattibile, soprattutto per ragioni di sicurezza. Questo però comporta in alcuni casi la chiusura prolungata anche d’itinerari fondamentali e in questo caso a farne le spese sono soprattutto i treni merci in quanto il servizio passeggeri in molte occasioni può essere sostituito dai bus navetta.

    L’impatto maggiore nell’estate 2026 si ha tra domenica 2 e lunedì 17 agosto, quando chiude in modo continuativo la ferrovia tra Verona e Vicenza, segmento centrale della più importante direttrice transpadana del nord Italia. L’interruzione serve per predisporre con un investimento di 72 milioni di euro l’infrastruttura e gli apparati tecnologici all’interconnessione con la futura linea AV in avanzata fase di costruzione. Già tra metà giugno e la fine di luglio 2026 diverse interruzioni, anche se limitate nel tempo, avevano interessato la tratta precedente, quella tra Brescia e Verona per predisporre gli ultimi interventi prima dell’avvio delle corse prova sulla linea AV appena realizzata.

    In alcuni casi l’impatto per la circolazione risulta decisamente pesante nonostante le interruzioni siano di pochi giorni. È questo l’esempio del nodo di Firenze per la sostituzione di un cavalcaferrovia stradale, indicato come Ponte al Pino. I lavori hanno di fatto spezzato l’Italia in due, perché da Firenze passa la principale direttrice ferroviaria nord-sud. Sono state due le interruzioni: la prima dal 5 al 10 luglio, la seconda dal 26 al 30 luglio con numerosi treni deviati o addirittura soppressi. Anche la realizzazione di un’altra linea ad alta capacità, quella tra Napoli e Bari, ha comportato il blocco dei treni: dal 10 al 30 giugno 2026 è rimasta chiusa la tratta da Caserta a Foggia per consentire l’attivazione del nuovo doppio binario per un’estesa di 15 chilometri tra Napoli e Cancello.

    Una buona notizia, si fa per dire, riguarda invece la direttissima Roma-Firenze, che nei mesi estivi del 2026 non sarà interessata da lavori particolarmente impattanti. Dal 10 al 13 aprile c’era stata l’ultima breve chiusura per completare i lavori di adeguamento degli apparati tecnologici con il sistema di segnalamento europeo Ertms. I disagi c’erano però stati negli anni scorsi, con le prolungate chiusure legate ai lavori avviati nel 2018 e suddivisi in tre fasi, l’ultima delle quali conclusa con l’aggiornamento della Orvieto-Settebagni, per un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro.

    Le chiusure programmate per interventi di potenziamento riguardano anche alcuni itinerari transfrontalieri, come la Domodossola-Briga, interrotta completamente alla circolazione per quattro settimane a luglio 2026. La linea del Sempione è una delle principali direttrici ferroviarie per il trasporto merci che in questi ultimi anni è stata pesantemente coinvolta con prolungate interruzioni continuative seguite da limitazioni al transito per fasce orarie. La Arona-Domodossola e la Domodossola-Briga sono coinvolte soprattutto dai lavori di adeguamento con il contestuale risanamento delle gallerie per consentire il transito dei treni intermodali senza limiti di sagoma. Cantieri anche sul Brennero per la manutenzione straordinaria dell’infrastruttura condotta su entrambi i versanti, quello italiano e quello austriaco, con limitazioni più o meno pesanti dal 18 luglio al 1° agosto 2026.

    Ormai non fa quasi più notizia la lunga chiusura per i lavori di raddoppio della linea Cremona-Mantova nella tratta tra Piadena-Bozzolo e il capoluogo provinciale dove la circolazione è interrotta dal gennaio 2024. Qui il cronoprogramma iniziale prevedeva la riapertura entro la fine del 2026, ma questa scadenza è tutt’altro che assicurata. Questa linea, ideale itinerario medio-padano era interessata da un discreto traffico merci, obbligato ora a percorrere itinerari alternativi, spesso più lunghi e onerosi. Per esempio, lungo la Codogno-Cremona-Mantova si trova lo scalo cremonese di Cavatigozzi che si vede preclusa ogni possibilità di utilizzare gli abituali itinerari utili per evitare il transito su linee più sature come quelle della rete fondamentale Rfi. Erano una ventina i treni merci giornalieri che impegnavano la Cremona-Mantova provenienti dal Brennero, da Trieste e da Porto Marghera.


    Al contrario, non ha ripercussioni dirette sul traffico merci la prolungata chiusura da gennaio 2024 per i lavori di elettrificazione della Ivrea-Aosta in quanto questa linea è interessata solo dal traffico regionale passeggeri, lo stesso che coinvolge il passante di Milano dove la circolazione è sospesa dal 3 al 30 agosto ma in questo caso l’impatto è sull’intero sistema dei collegamenti suburbani di tutta la Lombardia.

    Piermario Curti Sacchi

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